Stati d’animo senza tempo La pittura ponte di emozioni
Inaugurata a Ferrara l’attesa mostra da Previati a Boccioni Una lente sull’arte attiva tra la fine dell’ Ottocento e i primi del Novecento
Una mostra che saprà toccare le corde dell’animo dello spettatore: Stati d’animo è stata inaugurata ieri. Arte e psiche tra Previati e Boccioni apre ufficialmente le porte di Palazzo Diamanti ai tanti appassionati d’arte, che saranno catapultati, proprio come voleva Umberto Boccioni con le sue opere, al centro del quadro. Stati d’animo. Arte e psiche tra Previati e Boccioni indaga con spirito critico e scientifico, il legame tra l’esponente ferrarese di punta del simbolismo Gaetano Previati, nonché artista principale delle collezioni delle Gallerie di Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara, e le avanguardie futuriste, ben rappresentate da Umberto Boccioni.
La mostra è uno sguardo critico sulla pittura attiva tra fine Ottocento e primi del Novecento. Opere di Segantini, Previati, Pellizza da Volpedo, Morbelli, sculture di Medardo Rosso, dialogano con i capofila del movimento futurista, Boccioni, Balla, Carrà. Dodici le sale che accolgono il visitatore, ognuna dedicata a uno stato d’animo. Lo spettatore è accolto dalla prima sala, L’espressione dei sentimenti tra scienza e arte, che raccoglie una selezione di ritratti e opere; notevole qui un Autoritratto di Giovanni Segantini, del 1882, che si ritrae con un pugnale alla gola, perché “è conscio che l’artista è profeta, ma allo stesso tempo è vittima della società, che lo rifiuta.
La seconda sala indica già dal titolo Giù dal palcoscenico che le passioni sono raffigurate in competizione con la gestualità teatrale, e gli artisti sentono la necessità di riprodurre una situazione vera. Così è per esempio con il Paolo e Francesca (1887) di Gaetano Previati, dove la novità “è la presa diretta con cui la scena è colta, le figure degli amanti sembrano riversarsi sul primo piano. Nella stessa sala la Beata Beatrix di Dante Gabriel Rossetti, “ritratta con uno sguardo sognante, mistico, e che si rifà a un episodio tratto dalla Vita Nova di Dante.”
La terza sala, Melanconia e alienazione, contiene il celebre Ricordo di un dolore, (1889) di Pellizza da Volpedo, dove si nota la capacità dell’artista di restituire “gli occhi velati di pianto, uno sguardo catatonico”, opera che dialoga con Bambina malata, di Edvard Munch. Le altre stanze continuano analizzando il paesaggio come stato d’animo, l’ispirazione musicale, la maternità, la paura, la voluttà, l’estasi, la solarità, e infine chiude la mostra il passaggio di testimone tra i maestri moderni e i fondatori di un nuovo rivoluzionario linguaggio. Al centro della mostra ci sono opere manifesto come Ave Maria a Trasbordo di Segantini, Maternità di Previati, il trittico degli Stati d’animo di Boccioni.
«Un grande lavoro di ricerca, che parla al cuore oltre che agli occhi dello spettatore, con opere che provengono dai musei più importanti», ha detto il sindaco Tiziano Tagliani nell’inaugurare la mostra, mentre Maria Luisa Pacelli, direttrice di Palazzo dei Diamanti l’ha definita «una mostra con la quale mettiamo al centro Previati, per indagare il ruolo che ebbe nel creare un ponte tra l’Ottocento e le avanguardie».
Veronica Capucci
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