Alex, giocoliere per professione
Un ferrarese porta la clowneria in tutta Italia: il massimo è lavorare con i disabili
A proposito di clown in terra estense, c’è un attore ferrarese specializzato in giocoleria che da anni gira l’Italia per proporre i suoi spettacoli. Originario di Lagosanto, non è insolito trovarlo a condurre workshop dedicati alla pratica teatrale clownistica, come quello dello scorso anno a palazzo Savonuzzi intitolato “Clown, un poeta in azione”.
Ferrarese di nascita (precisamente di Lagosanto) ma cittadino del mondo per scelta, ormai da anni vive della sua passione. Ecco cosa ci ha raccontato della sua storia professionale, e di vita...
Innanzitutto come si definirebbe: un giocoliere, un artista di strada o un circense?
«Io mi definisco un teatrante - risponde Turra -, perché credo che questa parola racchiuda un po' tutte le specialità: interpreto diverse arti di strada, di circo e di teatro. In particolare mi occupo di clowneria, teatro comico, laboratori e il mio lavoro si svolge sia sul palco, che in strada».
Ci può raccontare nello specifico in cosa consiste il suo lavoro?
«Mi porta in giro per tutta la nazione, a volte ho date in teatri e festival, quando non ho appuntamenti fissati, invece, mi esibisco in strada. Fra le altre specialità sono stato anche fachiro, mimo, statua, animatore, ho insegnato teatro a grandi e piccoli, ho fatto cabaret. In questo mestiere non si finisce mai di imparare, ci sono sempre attrezzature nuove, incontri che ti cambiano le modalità di lavoro».
E come è nata questa sua passione?
«Da piccolo giocando con i miei amici: facevamo le scenette per farci ridere l’un l’altro, o riprendevamo le scene più famose che vedevamo al cinema. Ho cominciato così, per gioco. All’Università, poi, mi ritrovai quasi per caso ad una lezione di commedia dell’arte e mentre spiegavano le varie maschere della tradizione italiana, rimasi praticamente folgorato, e andai a lavorare con questa professoressa, Sandra Cavallini. È stato un incontro che mi ha cambiato la vita. E da allora non ho più smesso».
Cosa le rimane di più delle sue tante attività?
«Lavorare con i bambini è bello, soprattutto vedere quanto crescono, giorno per giorno, e che alla fine dell’anno hanno preso coraggio, non sono più timidi, ti saltano in braccio. I più grandi è bello vederli continuare un percorso artistico che hanno iniziato grazie a te. I miei angeli sono i disabili: con loro il lavoro è più complicato, soprattutto per la moralità che noi abbiamo verso di loro, però sono favolosi, quando riesci a scalfire la loro corazza ed entrare nel loro mondo».
Prossimi progetti?
«Dopo un’estate 2017 passata fra tanti spettacoli di strada, con i quali ho girato la Romagna, le Marche, la Toscana e la Liguria, quest’inverno ho poi continuato con l’associazione Alter Ego di Bologna, effettuando corsi per bambini e spettacoli. Ho anche voluto prendere parte ai Campionati italiani di magia, un’altra nuova esperienza da vivere. E poi - conclude Turra - ho avuto occasione di tornare in provincia di Ferrara, con uno spettacolo che combina il sacro e il profano, oltre ai progetti con l’Associazione Girotondo, con la quale abbiamo realizzato uno spettacolo per far conoscere l’attività e la storia dell’associazione».
Irene Lodi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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