La Nuova Ferrara

La crisi del lavoro va a teatro

di DAVIDE BONESI
La crisi del lavoro va a teatro

Domani sera a Copparo lo spettacolo “Thyssen”: «Racconto il dramma degli esodati» 

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Tutto era cominciato il mese di febbraio del 2017 con una lettera di ex dipendenti Berco (esodati), i quali invitavano amministrazioni comunali della nostra provincia e direzioni teatrali ad ospitare lo spettacolo “Thyssen”, produzione del Teatro Stabile dell’Umbria di e con Carolina Balucani, con regia di Marco Plini. Lo spettacolo, come recita il titolo, toccava il mondo Berco, visto che provava a raccontare cosa succede a persone di media età che si ritrovano senza lavoro, proprio a causa di questi esodi forzati. L’attrice (e avvocatessa) perugina ha scritto il testo raccogliendo le testimonianze di decine fra i 290 operai lasciati a casa dalla grande azienda a Terni, immaginando poi queste persone in vacanza per una vita con la somma corrisposta per accettare di presentare le dimissioni. «Lo spettacolo è ambientato in piscina - ci aveva raccontato la Balucani -, abbiamo deciso di lavorare sull’emotività di questi operai. Ma non è uno spettacolo politico, questo vuole raccontare la minaccia di messa in mobilità e poi la decisione volontaria (dietro incentivo) di lasciare il lavoro. Racconto la vita solitaria di queste persone dopo il lavoro in fabbrica, che qui diventa un’azienda qualsiasi, non necessariamente “quella”. Così ho immaginato una situazione in cattività e al mare ho preferito la piscina dove c’è un controllo, lo stesso vissuto ogni giorno in fabbrica. Sul palco ci sono tante paperelle e poco alla volta arrivano onde, che fanno esondare l’acqua».

La Balucani presentò il suo spettacolo anche nella nostra regione, grazie all’invito arrivato da Ert (teatro stabile regionale), ma grazie alla lettera e agli articoli sul nostro quotidiano c’è stato l’interessamento in prima persona del sindaco di Copparo, Nicola Rossi, e poi della direzione del Teatro comunale De Micheli. Ebbene, domani sera (con inizio alle 21 e ad ingresso gratuito), come spettacolo extra della stagione di prosa sul palco copparese andrà in scena “Thyssen”.

«Sono molto contenta di questo - ci dice la Balucani -; il primo contatto l’ho avuto col sindaco Rossi mediante Facebook: mi ha fatto la promessa di valutare la proposta e trovare una data nella nuova stagione. Poi a distanza di tempo è partito il contatto con il Teatro Stabile dell’Umbria ed è arrivata la comunicazione della disponibilità per il 22 marzo. L’unico peccato è l’assenza del regista (Plini, ndr), che è a Milano per il nuovo spettacolo».

A Copparo c’è la Berco, uno dei più grandi stabilimenti del gruppo Thyssen, dove sono avvenuti già due esodi...

«Ho saputo e, infatti, il mio desiderio più grande è che a teatro ci siano tanti operai. Questo è uno di quei casi in cui gli spettatori non sono tutti uguali, perché ho sì scritto io il testo, ma raccogliendo testimonianze autentiche di persone rimaste senza lavoro a Terni, aspetti emotivi comuni a chi ha vissuto questa triste esperienza. Le persone normali vedono il prodotto artistico, dagli operai non mi aspetto che il lavoro piaccia o non piaccia, però spero che credano in quello che racconto».

«Il rapporto con la multinazionale - continua - lo vedo come il rapporto tra due persone, nel quale una dipende dall’altra ed entra in crisi quando subentrano queste dimissioni forzate. La dipendenza secondo me è reciproca, ma questo rapporto si spezza e non può mancare una riflessione sulla tragedia di Torino (nel 2007 in un incendio morirono sette persone, ndr)».

La Balucani domani si prende una pausa dal lavoro che sta portando in questi giorni in giro per l’Italia, intitolato “Regina Coeli”, nel quale parla delle vicende di Stefano Cucchi, Daniele Franceschi e Stefano Uva. Un altro testo sociale con il quale ha vinto il premio “Dante Cappelletti”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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