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«La crisi si supera con le relazioni» Abruzzese scrive la vita attorno a sé

«La crisi si supera con le relazioni» Abruzzese scrive la vita attorno a sé

Cosa e quanto si fa per il futuro di Ferrara? È la domanda che ha indotto nei ferraresi il reportage di Fabrizio Gatti, turbando l’umore di Tagliani e non solo. Domanda a cui il nuovo romanzo di...

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Cosa e quanto si fa per il futuro di Ferrara? È la domanda che ha indotto nei ferraresi il reportage di Fabrizio Gatti, turbando l’umore di Tagliani e non solo. Domanda a cui il nuovo romanzo di Sandro Abruzzese, “CasaperCasa” (ed. Rubettino), abbozza una risposta. Il giornalista ha spartito su l’Espresso le responsabilità, senza esagerare, tra il sindaco e il Governo Renzi-Gentiloni, quando la situazione della zona Gad si deve soprattutto a un decadenza occidentale che mette in evidenza i limiti dello Stato italiano da come si è sviluppato dal Dopoguerra ad oggi. Tralasciando l’enfasi apocalittica… quell’angolo di città va integrato con il resto. «Ferrara genera radicamento – esordisce Abruzzese – perché non c’è troppo benessere. Malgrado i problemi di occupazione rispetto alle altre province emiliane, è riuscita a mantenere il proprio corpo, la propria forma. A livello di mobilità, di affitti e di costi degli immobili ci ha dato la possibilità di vivere tutti insieme. Si continuano a frequentare gli stessi spazi perché l’affermazione delle classi sociali non ha minato lo stile di vita. Quello che accade qui è un unicum in tutto il Nord Italia, perciò chi è arrivato dal Sud come me ha scelto di restare». Il protagonista del libro cambia approccio e raccoglie pagine di incontri, di scambi di vedute, di passeggiate in mezzo agli altri. Il pretesto narrativo è esistenziale: l’insegnante in anno sabbatico dopo un matrimonio fallito, trattiene nel suo taccuino personaggi sradicati e sorprendenti, come Gisella e suo padre Athos, Tenora e Giorgio “aggiustatutto”, l’amico ucraino e compagno di viaggio con cui il protagonista cartografa la pianura e impara a leggere la crisi. Prestare attenzione alla realtà circostante è il tratto che accomuna l’autore al suo personaggio. «Uscire dalla crisi significa prestare più attenzione agli altri – aggiunge – significa creare relazioni umane, appartenenza. Abbiamo smarrito la nostra vitalità, che vediamo riflessa in chi arriva. È come se i confort ci avessero spento».(m.b.)

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