Le vie della musica sono infinite tra Romagna e States
Byrne, Muti e Bolle tra gli ospiti principali della 29ª edizione Masotti: omaggio a Martin Luther King, icona contemporanea
Questa edizione del Ravenna Festival sarà un atto d’amore e gratitudine nei confronti dell’America che, pur con tutte le sue contraddizioni, ha occupato e occupa ancora oggi una parte importante nel mondo musicale. Nel bene o nel male, la musica proveniente dagli States rappresenta una sconfinata colonna sonora lunga sessant’anni (e più) e, a mezzo secolo dalla morte di Martin Luther King, scomparso il 4 aprile 1968, non avrebbe potuto esserci omaggio più puntuale. La 29ª edizione del Ravenna Festival si aprirà l’1 giugno e proseguirà fino al 22 luglio; in mezzo oltre cento appuntamenti tra concerti, incontri, spettacoli di prosa, di danza e musical. La cultura a 360 gradi fa tappa Ravenna «una città a settanta chilometri», come canta Le Luci della Centrale Elettrica nella sua “40 km”, canzone che chiude l’album “Costellazioni” (2014).
«Il festival da sempre ha una vocazione multidisciplinare e fin dagli inizi - spiega Franco Masotti, direttore artistico della rassegna - si è cercato di intrecciare linguaggi diversi, dalla musica sinfonica a quella pop, passando per arti figurative, teatro e musiche dal mondo».
Il filo conduttore di questa edizione sarà Martin Luther King, un uomo diventato simbolo. «King, così come Mandela, è un’icona contemporanea. Sono personaggi che ci ricordano - prosegue Masotti - l’importanza dell’incontro, della condivisione, dello scambio. Senza presunzione vogliamo celebrare la sua figura e il suo messaggio attraverso la musica e l’arte». E parte proprio da qui l’edizione 2018, dalla celebre «I have a dream», che per l’occasione si fa plurale e si trasforma in «We have a dream», ovvero: «Noi abbiamo un sogno». Sono questi i presupposti che accompagneranno il pubblico nelle vene dell’America, ma anche alla (ri)scoperta della tradizione italiana. Stilare una sorta di top five del calendario del Ravenna Festival diventa complicato, soprattutto se scorrendo il programma ci si imbatte in nomi come David Byrne (ex Talking Heads), Roberto Bolle o Riccardo Muti, protagonista per ben tre volte dell’estate ravennate. Il teatro Alighieri dal 7 al 9 luglio ospiterà il musical “Kiss Me, Kate”, prima nazionale di Opera North. In questo capolavoro del 1948 i personaggi sono al tempo stesso interpreti shakespeariani e protagonisti della vita reale, passando rapidamente dal tono di scena al dietro le quinte, come in un “backstage musical”. Teatro nel teatro, sorretto da una lettura musicale informata sui manoscritti originali ritrovati a Manhattan. Il 19 luglio dal Pala de Andrè parte l’“American Utopia Tour” di David Byrne che arriva a Ravenna per presentare il suo nuovo album uscito a 14 anni di distanza dal precedente.
Sarà un live particolarissimo dal punto di vista scenico e fortemente percussivo, e che per forza di cose si preannuncia imperdibile. Poi il progetto delle 100 chitarre elettriche, un’invasione a sei corde della città.
Una parte importante del festival quest’anno la occuperà il teatro con sei spettacoli, di cui due prime nazionali: “Lettere a Nour” con Franco Branciaroli e Marina Occhionero (14 giugno al teatro Alighieri) e “Tango glaciale reloaded” (1 luglio, stessa location). Prime nazionali anche sul fronte danza con Emio Greco in “Apparizione”, prima parte del dittico Kindertotenlieder (29 giugno teatro Alighieri) e “A Letter to My Nephew” con Bill T. Jones (11 luglio, stessa location). Il 22 luglio il festival si chiude al Pala de Andrè nel segno di Roberto Bolle and Friends. Come sempre sarà ricca e variegata l’offerta sinfonica, a partire dalla triplice presenza di Riccardo Muti che sarà in città il 3 luglio con “Le vie dell’amicizia” al Pala de Andrè, il 15 luglio con “Macbeth” (stessa location) e il 18 al teatro Alighieri con un omaggio a Ruggero Ricci, grande violinista italiano, nel centenario della nascita. Accanto a questi maxi eventi, tantissimi concerti e iniziative collaterali che riempiranno di musica e bellezza la città romagnola.
E così quest’estate, per vivere una serata (o più) diversa dalle altre e in compagnia di grandi artisti, basterà prendere la macchina, imboccare l’Adriatica e raggiungere quella città a settanta chilometri.
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