A “Riaperture” i mille volti della realtà chiusi in un’immagine
La rassegna torna ad aprile, sei giornate tra eventi e incontri Zecchi: entreremo anche a palazzo Massari, chiuso dal 2012
Entrare in un edificio chiuso e i disuso da anni è come entrare in un’altra dimensione. A volte tutto è vuoto e deserto, e all’interno di stanze sconfinate ci sono soltanto polvere e ragnatele. Altre volte invece gli oggetti sono rimasti a popolare gli ambienti, testimoni fedeli di un tempo passato che non tornerà. “Riaperture”, il festival di fotografia che si terrà ad aprile a Ferrara, giunto quest’anno alla sua seconda edizione, mette un tassello in più e inserisce un mondo nell’altro, intreccia realtà e interseca momenti. Sì perché all’interno degli edifici disabitati saranno allestite mostre fotografiche che raccontano di posti remoti. Ci sono quartieri lontani e dimensioni immaginarie, spaccati di vita e sogni ricorrenti. Occhi in bianco e nero che dicono più di mille parole e figure coloratissime che ci dicono che forse l’arcobaleno non è solo una striscia nel cielo che esce dopo un temporale.
«In questa nuova edizione del festival l’impianto non cambia però ci siamo allargati, sia in termini di tempo sia di mostre ed edifici. Sono stati confermati alcuni luoghi dello scorso anno e se ne sono aggiunti altri. Il quartier generale sarà sempre la Factory Grisù, è lì che si svolgeranno le attività principali, gli incontri e i workshop». Fabio Zecchi, pilastro di “Riaperture”, è alle rifiniture. Ormai è tutto pronto ma c’è sempre qualcosa da sistemare, fino all’ultimo minuto, fino all’ultimo scatto. «Quest’anno si potranno visitare gli spazi di ex Bazzi e Coloniali, palazzo Prosperi Sacrati, palazzo Massari, palazzo Cavalieri Di Malta, Casa Niccolini, chiesa San Giuliano, il negozio situato in via Cortevecchia 18 b/c e il già citato Grisù all’interno dell’ex caserma dei vigili del fuoco. Devo dire - spiega Zecchi - che il Comune di Ferrara ha fatto un grande sforzo per garantirci l’agibilità nei giorni del festival. Non era un dato affatto scontato poter rientrare in certe strutture, alcune chiuse addirittura dal maggio 2012 perché ancora inagibili dopo il terremoto». All’interno delle stanze di questi edifici ci saranno fotografie di artisti internazionali che hanno inviato i loro lavori a Ferrara proprio per partecipare a questa strana iniziativa.
“Riaperture” quest’anno sarà spalmato su due weekend, si terrà infatti dal 6 all’8 e dal 13 al 15 aprile. Nel corso delle giornate sarà possibile partecipare a mostre, concorso, workshop, letture portfolio, visite guidate, talk, presentazioni, proiezioni e laboratori per bambini. «Forse sarà una edizione più “impolverata” rispetto alla precedente ma, proprio per questo, credo ancora più stimolante. Reale è - prosegue Zecchi - il tema che abbiamo scelto quest’anno; un tema davvero interessante, ricco di sfaccettature e suggestioni. Cos’è il Reale? Come farlo capire attraverso una fotografia? La realtà è bipolare, almeno in uno scatto. Ci sono i fotoreporter che si attengono alla realtà nuda e cruda in quanto tale e i fotografi che invece fondono la realtà con qualcos’altro e si entra così in un’altra dimensione, ma non per questo meno vera».
Un’altra novità di quest’anno sono le due proiezioni che si terranno al cinema Boldini (via Previati, Ferrara). Tra questi appuntamenti, organizzati in collaborazione con Arci Ferra c’è anche la presentazione di “Koudelka fotografa la Terra Santa”, un film di Gilad Baram, omaggio al grande fotografo e al suo lavoro. Il documentario sarà proiettato sabato 7 aprile, alle 18.
E poi i workshop, che saranno tre: “Il progetto fotografico” con Silvia Bigi, “Custodia e altre città” con Alessandro Ruzzier e “Raccontare” con Camilla de Maffei. Le iscrizioni agli appuntamenti sono ancora aperte, il numero è limitato ma fino a esaurimento posti sarà possibile guadagnarsi il proprio. Per informazioni, dettagli e prenotazioni: 320.015 2974.
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