Quarant’anni senza Capuzzo Lunedì via al mese di ricordi
Bondeno, resta viva la memoria dell’artista che sarà celebrata con quattro eventi La moglie ha intenzione di raccontare in un libro l’arte e le opere del marito
Lunedì alla Sala 2000 di Bondeno, avrà inizio l’edizione 2018 de “L’Aprile Capuzziano”. Si tratta di un appuntamento speciale perché, proprio quest’anno, ricorrono i quarant’anni dalla scomparsa del celebre pittore Mario Capuzzo, a cui il memorial è dedicato. Capuzzo nacque nel 1902 a Badia Polesine e morì a Pontemaodino (Codigoro), il 10 aprile del 1978. Il pittore, conosciuto per aver raccontato il Po e il territorio ferrarese con le sue opere, era solito girovagare per il Delta del Po, era la sua natura. Difficilmente viveva a lungo nello stesso posto. Nel 1950, terminati lavori in alcune chiese comacchiesi per conto della locale Diocesi, attraccò con la sua “casa galleggiante” di fronte alla Darsena di Codigoro. Alla prima barca, ne affiancò una seconda, la Santa Maria che, di fatto, divenne la barca-studio. Durante una piena del vecchio “Olana”, un giorno si ritrovò nel bel mezzo della strada parallela al fiume. Ma la scelta dello chalet sul Canale Galvano, a tre chilometri dal capoluogo, avvenne dopo un affondamento notturno dove le acque del Po portarono al mare tele, tavolozze, vestiti compreso quello da sposa che, Maria Luisa Capuzzo, ancor oggi ricorda e rimpiange. A soli 76 anni, Mario Capuzzo dalla villetta si Pontemaodino, partì per il suo viaggio senza ritorno e la moglie, ogni anno ad aprile gli ha dedicato una rassegna di musica classica, lirica, operettistica e culturale. Il quarantennale, che si svolgerà ancora una volta a Bondeno, dove, un paio di anni fa all’artista, polesano di nascita ma ferrarese d’adozione, gli è stata dedicata una mostra permanente. La signora Capuzzo è sulla soglia dei 90 anni e ci ha fatto capire che il resto del tempo che le è rimasto lo dedicherà a scrivere il suo secondo libro. Dopo aver raccontato la vita e l’uomo, Maria Luisa ha intenzione di raccontare l’arte e le opere del compianto marito. E sono tante le testimonianze negli anni descritte. «Primogenita della divina bellezza è l’arte. Mario Capuzzo era maestro dell’arte come espressione della bellezza, Da ciò l’universalità della sua opera». L’appuntamento che si svolgerà a Bondeno sarà anche un modo per far conoscere ai più giovani un artista che ha fatto tanto per il territorio locale.
Vincenzo Trapella
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