La Nuova Ferrara

musica

Umberto Tozzi al Comunale «Sarà un concerto intimo e sincero»

di SAMUELE GOVONI
Umberto Tozzi al Comunale «Sarà un concerto intimo e sincero»

L’artista ripercorre la carriera in un tour teatrale. «Dopo “Un corpo e un’anima” tutto è cambiato»

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FERRARA. Umberto Tozzi nella sua carriera ha scritto canzoni che si sono trasformate presto in “bandiere”. Brani che sono durati ben più di un’estate ed è a loro, a pezzi come “Gloria”, “Ti amo”, “Immensamente”, “Notte rosa”, “Gente di mare” e “Se non avessi te”, senza dimenticare ovviamente “Si può dare di più” (il brano cantato con Ruggeri e Morandi e che nel 1987 vinse il Festival di Sanremo), che Tozzi ha dedicato il tour “Quarant’anni che ti amo”. Visto il successo e l’energia positiva scaturita da esso, l’artista ha scelto di lanciarsi in un altro tour, questa volta nei teatri e, tra le tappe, c’è anche Ferrara. In attesa di esibirsi sul palco dell’Abbado, il cantautore si racconta alla Nuova.

“Quarant’anni che ti amo”, un tour che ha regalato non poche emozioni. Come è nata l’idea di questo tour?

«Sono stato felicissimo del successo ottenuto da “Ti amo” che, grazie al duetto con Anastacia, ha ritrovato nuova vita. È stato bello vedere quanto, ancora dopo tutti questi anni, la canzone sia nel cuore della gente. Il pubblico, sia quello che già la conosceva, sia quello che l’ha scoperta attraverso questa nuova versione, mi ha regalato grandi soddisfazioni. Da qui la voglia di partire per il tour “Quarant’anni che ti amo”, un lungo viaggio per celebrare la mia carriera e chi mi ha accompagnato in questi anni, che si è chiuso lo scorso ottobre all’Arena di Verona. Il successo riscosso è stato per me un riconoscimento davvero importante e significativo».

E da lì la voglia di continuare l’avventura.

«Esatto. Non potevo fermarmi. Io mi diverto a stare sul palco e per questo ho deciso di imbarcarmi in questa nuova avventura. Un viaggio attraverso i teatri più belli e storici d’Italia per ritornare alle origini. Questa dimensione più intima mi dà infatti la possibilità di riproporre alcune canzoni di inizio carriera, magari meno conosciute ma alle quali sono strettamente legato. All’inizio del concerto mi prendo anche qualche momento per parlare un po’ col pubblico, raccontargli di me e rivivere insieme ciò che è e che è stato».

Scelta generosa ma anche coraggiosa da parte sua.

«È una sfida, non è mai facile “mettersi a nudo”, quando ho progettato questo nuovo tour ero consapevole dei rischi ma poi ho pensato che sarebbe stato bello ripartire dall’inizio, dalla chitarra».

Ricorda il momento in cui tutto è cambiato?

«All’inizio della carriera facevo il turnista. Suonavo in studio, nelle discoteche, nei night club, un periodo bellissimo in cui tutti facevamo un casino di roba, c’era tanta energia nell’aria. Poi nel 1974 scrissi “Un corpo e un’anima” insieme al bassista e amico Damiano Dattoli. La canzone venne cantata da Wess e Dori Ghezzi, fu da subito un successo. Mi resi conto allora che potevo anche mettermi in gioco come autore e compositore e così ho fatto. Quando le radio iniziarono a passare quella canzone i discografici iniziarono a chiedersi chi fosse questo Tozzi e così è cominciato tutto».

“Gloria” è stata scelta da Martin Scorsese come canzone rappresentativa dell’Italia nel film “The wolf of Wall Street”, che effetto le ha fatto?

«Quando ho saputo che era stata scelta “Gloria” per il film di Scorsese sono stato felice per tanti motivi. A parte il calibro del regista, del cast e del film, è stato bello sapere che era stata scelta la canzone nella sua versione originale. Poi il contesto, la scena... insomma è stata proprio una soddisfazione».

L’ultimo album in studio risale al 2015. Ha in mente nuovi progetti?

«Ho tante idee e mi diverto molto quando riesco a realizzarle. Per ora ho diversi progetti aperti da portare a termine e tra questi ce ne è uno che secondo me ha del potenziale ma è ancora presto per parlarne. Quello che so è che voglio continuare ad andare sul palco. Voglio continuare a suonare, a divertirmi e ad essere coerente con ciò che faccio. Tutto quello che faccio e farò, seguirà questi principi».

Milioni di dischi venduti, tour internazionali e premi. Ha ancora un sogno nel cassetto o li ha realizzati tutti?

«Ce l’ho eccome, ne ho tanti. Il primo è sicuramente quello di non perdere mai la voglia e la passione per quello che faccio. Tra tutti i sogni però ce n’è uno ricorrente, vorrei che si riuscisse a realizzare un musical partendo da “Gloria”. Mi rendo conto della difficoltà del progetto e dei costi probabilmente alti ma se ci fosse qualcuno intenzionato a imbarcarsi con me in questa avventura... penso che sarebbe il finale più bello per una canzone che per me e per tanti ha significato molto».

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