La Nuova Ferrara

L’integrazione si crea sulla scena

L’integrazione si crea sulla scena

“Dilucolo” sarà presentato venerdì a Budrio. Il regista: nel laboratorio teatrale sono nate amicizie

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Venerdì alle 11.30 al teatro Comunale di Budrio (via Garibaldi, 35) andrà in scena “Dilucolo”, spettacolo diretto dal regista Massimiliano Piva. I protagonisti sono i minori e neo-maggiorenni stranieri non accompagnati accolti nell’ambito del progetto Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) di cui è titolare il Comune di Ferrara, che è gestito da Città del Ragazzo-Istituto don Calabria assieme alla coop Camelot. Con loro ci saranno gli studenti del liceo Carducci di Ferrara ad indirizzo teatro, che assieme ai coetanei hanno seguito in questi mesi un laboratorio, tenuto dal regista Massimiliano Piva, secondo il metodo Cosquillas da lui elaborato assieme ad Alessia Veronese, che prevede un modello di apprendimento basato sul teatro.

Gli incontri, svolti all’istituto don Calabria di Ferrara, nei mesi dal mese di settembre hanno creato una preziosa occasione di conoscenza tra adolescenti ferraresi e stranieri, che hanno scelto volontariamente di dedicare il loro tempo a questa attività e hanno potuto sperimentare il valore della collaborazione per il raggiungimento di un fine comune. «Hanno dimostrato impegno e volontà - ha spiegato il regista Piva - e una straordinaria capacità di ascolto di sé e degli altri. L’età, la provenienza, il genere, la religione, sono rimasti spunti iniziali, mentre poi il lavoro è andato verso elementi universali che sono diventati un forte punto di contatto e unione. Si sono creati legami di amicizia anche al di là dei momenti di lavoro assieme».

Il “dilucolo” del titolo è la prima luce di un nuovo giorno ed anche il nome evocativo scelto dagli stessi partecipanti al progetto per segnare un nuovo inizio, come quello dei minori che, giunti nel nostro territorio chiedendo asilo, ricominciano una nuova esistenza attraverso un cammino di crescita. Il progetto Sprar mette a disposizione 36 posti suddivisi in 18 per minori all’istituto don Calabria di Ferrara, 11 per neo-maggiorenni (da 18 anni a 18 anni e sei mesi) in due strutture nel territorio di Ferrara, 7 per neo-maggiorenni accolti in famiglia con il progetto Vesta (attivo in tutta la provincia di Ferrara).

I ragazzi attualmente accolti hanno dai 16 ai 18 anni e provengono da Burkina Faso, Costa D'Avorio, Egitto, Tunisia, Gambia, Mali, Nigeria e Togo. Nel loro periodo di permanenza i ragazzi frequentano corsi di lingua italiana e corsi per l’ottenimento della licenza media, la scuola di formazione - che prevede diversi corsi come addetto alla vendita, elettricista, operatore meccanico, operatore della ristorazione e operatore amministrativo - e stage curriculari nel settore meccanico, della ristorazione e in quello sociale come mediatori interculturali. Sono previsti tirocini nell’ambito dei servizi di pulizie. Nel tempo libero i ragazzi accolti svolgono attività sportive come calcio, rugby e danza. Gli operatori di Camelot e istituto don Calabria garantiscono loro un supporto sociale, psicologico ed educativo finalizzato al raggiungimento dell'autonomia, la mediazione linguistica e culturale, oltre che un supporto legale per il disbrigo delle pratiche burocratiche.

Il laboratorio che ha condotto alla rappresentazione finale dello spettacolo, è stato realizzato grazie al sostegno dell’associazione ferrarese “Tutori nel Tempo”, formata da tutori volontari, ovvero cittadini che scelgono di assumere la legale rappresentanza dei minori stranieri non accompagnati, oltre a costituire per loro un punto di riferimento, pur non vivendoci assieme.

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