Per un weekend settanta giardini aperti alla città
Non è un caso che gli alberi oggi secolari si trovino dentro giardini privati o che erano tali. Si tratta di specie esotiche, a dimostrazione dell’interesse che le famiglie nobili dell’epoca...
Non è un caso che gli alberi oggi secolari si trovino dentro giardini privati o che erano tali. Si tratta di specie esotiche, a dimostrazione dell’interesse che le famiglie nobili dell’epoca manifestavano nel possedere piante pregevoli. Questa è una delle ragioni che ha motivato lo staff di Interno Verde ad aprire circa settanta giardini della città tra il 12 e il 13 maggio.
Quello organizzato dall’associazione Il Turco sarà un festival imperdibile: tra le chicche della terza edizione spicca palazzo Scroffa, la cui storia resta piuttosto dibattuta. Nel 1600 pare essere stato abitato dalla famiglia Berni, come testimonierebbero le sigle degli stemmi decorati sui capitelli della loggia, sui pulvini del portale e sul pozzo. L’impianto del giardino sicuramente risale agli inizi del Novecento, quando la famiglia Scroffa acquistò l’immobile e unificò tre numeri civici per realizzare una sola residenza. Risalgono ad allora gli alberi più longevi: l’imponente Ginkgo Biloba e lo spettacolare albero di Giuda. La circonferenza del suo tronco misura più di quattro metri, perciò l’esemplare ferrarese si è affermato tra i più grandi che si conoscano in Europa. Dulcis in fundo, la loggia ospiterà un pianoforte mezzacoda: sabato 12 la visita sarà accompagnata dal talento degli alunni del conservatorio “Frescobaldi”, mentre domenica 13 dall’originale esibizione di Simoniello e Hjir, musicisti invitati a Ferrara grazie alla collaborazione con il progetto internazionale Sound Routes. (m.b.)
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