Il rosario familiare di Cagnaccio nell’esposizione Cavallini-Sgarbi
Dopo l’ingresso dell’Imbarco della regina di Saba di Agostino Tassi, dal 21 aprile la mostra in castello della Collezione Cavallini Sgarbi si arricchisce di un nuovo capolavoro: Il Rosario di...
Dopo l’ingresso dell’Imbarco della regina di Saba di Agostino Tassi, dal 21 aprile la mostra in castello della Collezione Cavallini Sgarbi si arricchisce di un nuovo capolavoro: Il Rosario di Cagnaccio di San Pietro, firmato e datato tra il 1932 e il 1934. L’opera apparve alla Biennale di Venezia del 1934 e alla Quadriennale di Roma del 1935 e, nel 1936, alla Galleria Trieste; da allora non è stata più esposta, tanto da essere, provocatoriamente, definito “inedito” da Vittorio Sgarbi. Protagonisti del dipinto sono la moglie del pittore, le figlie e la suocera ritirate in una posizione di attesa. Sullo sfondo il mare. Pregano, con il rosario in mano, la restituzione del figlio, marito, padre. Gli occhi gonfi, un misto di attesa e sconforto.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
