«Cinema e cultura sono soffocati dalla mediocrità»
L’attore domani ospite alla biblioteca di Ostellato «Per i giovani è più difficile, c’è meno qualità»
Spetterà a Lino Capolicchio il compito di chiudere la rassegna “Parole, musica e cinema” alla biblioteca “Soldati” di Ostellato (via Marcavallo). L’attore e regista domani alle 21 incontrerà il pubblico e nel corso della serata si parlerà di cinema, teatro e della nuova mappa cartografica “Strade della Letteratura e Cinematografia. Percorso culturale e turistico nel territorio ferrarese”, da poco pubblicata e prodotta dalla rete bibliotecaria ferrarese Bibliopolis con il sostegno dell’Ibc e del polo bibliotecario. Nello specifico si tratta di un itinerario in otto tappe (dall’alto al basso ferrarese) che parte da Ferrara con l’obiettivo di indicare e far conoscere i luoghi di Giorgio Bassani. A colloquiare con Capolicchio ci sarà Anna Maria Quarzi, direttrice dell’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara e amica di vecchia data del celebre attore. A tutti i presenti verrà consegnata la mappa e la serata si concluderà con il taglio della torta offerta dalla pasticceria “Porcellini” di Ostellato.
Lino Capolicchio, noto per ruoli in film come “Escalation” di Roberto Faeza, “Mussolini ultimo atto” di Carlo Lizzani, “Jazz band” di Pupi Avati (il regista bolognese lo diresse anche nel celebre “La casa dalle finestre che ridono”) e “Fiorile” dei fratelli Taviani. Tra tutti i lungometraggi che compongono la fitta filmografia dell’attore di Merano non si può non citare “Il giardino dei Finzi Contini”, diretto da Vittorio De Sica. Il film, tratto dall’omonimo romanzo di Bassani, valse il premio Oscar e l’Orso d’oro a Berlino al regista di “Ladri di biciclette”. Numerosi anche i premi ricevuti da Capolicchio nel corso della carriera, compreso il premio De Sica assegnatogli nel 2012. In vista del suo incontro a Ostellato l’attore si è raccontato alla Nuova.
Capolicchio, è pronto a tornare nel Ferrarese per consolidare questo profondo rapporto col territorio?
«La vostra pianura fa parte della memoria storica e respirare l’aria di Ferrara mi commuove sempre un po’, riaffiorano i miei ricordi di gioventù e cinema, che a differenza del teatro, rende un attimo eterno. Tutto e questo mi suscita nostalgia. Sono molto legato a queste terre e a questa dimensione perché non dimentico che Ferrara è stato un importante crocevia di incontri per la mia carriera artistica».
Cosa dovrà aspettarsi il pubblico dalla serata?
«Diciamo che anche per me sarà una sorpresa. Il pubblico presente scoprirà alcune cose di Capolicchio che, tra l’altro, tra qualche mese in molti sapranno ancor meglio visto che sto per pubblicare la mia autobiografia: una impresa enorme, titanica che sono riuscito a portare a termine recuperando tutti i ricordi grazie ai diari che scrivevo quotidianamente in giovane età. Domani a Ostellato racconterò qualcosa di me in maniera teatrale, da uomo di spettacolo; emergeranno sicuramente aneddoti e ricordi che nessuno conosce».
Conobbe Giorgio Bassani a Roma, fu il suo insegnante all’Accademia Silvio d’Amico. Che ricordo ha di lui?
«Devo dire la verità: come insegnante era molto severo, ma sapevo di essere apprezzato molto da lui. Mi stimava perché vedeva il mio impegno negli studi e alla fine è stato molto contento che Vittorio De Sica abbia scelto me per interpretare la sua persona».
Se dovesse indicare un consiglio a un giovane attore?
«Purtroppo è molto difficile. I tempi sono cambiati e c’è molta meno qualità. Non tanto nei singoli attori ma nelle operazioni perché ormai tutto è legato alla pubblicità. Oggi i bravi autori non sono tanti e non è facile l’espressione per ragazzi che comunque studiano tanto. A mio parere occorre ascoltare maggiormente gli ideali e i bisogni, ma siamo consapevoli che in Italia la situazione della mancanza di una “cultura della cultura” è sempre più amplificata. In tanti si devono scontrano con una realtà mediocre se paragonata con quella della mia epoca dove la cultura aveva un’incidenza molto forte ed era accompagnata da un clima favorevole».
Alessio Duatti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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