La Nuova Ferrara

L’esperienza a Ravensbruck nelle “Memorie” di suor Rosaria

Dio ha parlato anche nel campo di sterminio di Ravensbruck ma a sentirlo non poteva che essere un’anima straordinaria come quella di Milena Zambon, che lì trascorse un tremendo periodo della sua vita,...

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Dio ha parlato anche nel campo di sterminio di Ravensbruck ma a sentirlo non poteva che essere un’anima straordinaria come quella di Milena Zambon, che lì trascorse un tremendo periodo della sua vita, riuscendo a sopravvivere per miracolo. È questa la convinzione che si fa il lettore del libro Memorie, scritto da questa discepola spirituale di padre Placido Cortese, ucciso invece dalla Gestapo a Trieste nel 1944. Lei fu risparmiata dalla morte nonostante fosse stata reclusa prima nelle carceri fasciste e poi nei lager nazisti rea di aver salvato ebrei, perseguitati politici e militari rifugiati nel Padovano. La sua fu una scelta cristiana e non politica, non partecipò alla lotta per la liberazione ma a quella per l’amore della libertà.

Era nata a Malo (Vi) nel ’22, ultima di 8 fratelli venne arrestata nel ’44 e destinata ai campi di sterminio. Nel ’45 tornò in Italia gravemente malata e per due anni si curò; in seguito entrò nel monastero benedettino di S. Antonio in Polesine di Ferrara con il nome di suor Rosaria e solo per obbedienza alla madre superiora, e con l’aiuto delle consorelle, scrisse le sue memorie e questa sua esperienza, senza comunque arrivare a condannare. Elaborate all’interno del convento le pagine di Memorie non sono infatti un’accusa di chi è stata vittima dei nazisti e sottoposta alla crudeltà dei loro metodi, bensì un inno alla bontà di Dio che disegna le sue creature con un progetto d’amore, le custodisce e le guida, sostenendole anche nella tragica realtà di un lager. A Sant’Antonio in Polesine arrivò il 7 ottobre ’51 e lì visse fino al 2005 in una profonda spiritualità, che finalmente la guarì dalle ferite della prigionia e dalle sofferenze e dalla morte di tanti innocenti a cui dovette assistere. Il libro uscito postumo è una testimonianza del tutto diversa di vedere quelle tremende pagine della nostra storia, che solo una religiosa poteva dare. (m.g.)

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