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Da mercoledì il “girovagare” nelle arti della Carletti

Da mercoledì il “girovagare” nelle arti della Carletti

Dopo la personale “Attraversare mondi” dell’aprile 2016, Daniela Carletti torna ad esporre alla galleria Cloister di Ferrara (tra corso Porta Reno e via Gobetti), con un’antologica intitolata...

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Dopo la personale “Attraversare mondi” dell’aprile 2016, Daniela Carletti torna ad esporre alla galleria Cloister di Ferrara (tra corso Porta Reno e via Gobetti), con un’antologica intitolata “Wandering-girovagando”, che verrà presentata mercoledì alle 18.30, in simultanea all’inaugurazione stagionale della distesa all’aperto di Cloister enoteca su via Gobetti, strappata circa un anno fa all’incuria e all’abbandono.

Una scelta accurata delle opere degli ultimi vent’anni, con alcune sorprese. In primis, due sculture di ferro e gesso entrambe in mostra solo nel 2010, prima alla Rocca di Cento e poi nella Galleria “Il Ponte” a Pieve di Cento: la prima, intitolata “L’incompiuto” (1997) sarà esposta nel giardino, la seconda, “I gemelli” (’96), in vetrina lato Porta Reno. Un’altra scultura sarà esposta all’interno, “Foglie” (2018), con una tecnica per lei “antica” ma che riprende il leit motiv degli ultimi anni, il mondo vegetale. Altra novità il totem luminoso al cui interno, avvolta, è ospitata una tela con soggetto le orchidee, creando un gioco di luci e colore tra quelli dell’opera e quelli del supporto, realizzato in collaborazione con Nte – New technology electronics. A seguire, sei cosiddetti “dipinti blu” (2017), per il colore dominante, una dozzina di “quadri sculture” del 2016, opere in tecnica mista su tela ma in rilievo, alcuni “paesaggi immaginari” e lavori digitali, realizzati cioé rielaborando riproduzioni fotografiche di suoi stessi lavori, esposti nell’ala nuova, al primo piano. Al piano terra, invece, com’è tradizione della galleria, vi sarà una sola grande opera, una carta giapponese 2x2 metri intitolata “Quattro variazioni per un’estate” con altrettante orchidee. Tutte opere che rappresentano la sua evoluzione artistica. Insomma, come recita il titolo, un girovagare originale: «Quando si girovaga senza una meta – scrive lei stessa - ci si dispone all’ascolto, pronti a cogliere nuovi stimoli, in percorsi mai nemmeno immaginati. In fondo se volgo lo sguardo indietro, devo riconoscere che il mio lavoro è stato sempre accompagnato dal bisogno della ricerca fino ad assaporare il piacere della scoperta».

E dal 26 maggio sarà alla collettiva al femminile “Matrice del Paradiso” alla Pinacoteca civica di San Severino Marche (Mc).

Andrea Musacci

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