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Barioni, una vita per la musica A lui va il “Tutte le direzioni”

Barioni, una vita per la musica A lui va il “Tutte le direzioni”

Sabato il Gruppo dei 10 consegnerà il premio speciale al tenore copparese L’artista venne notato a Milano durante un concerto e poi volò in America

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Il premio speciale “Tutte le direzioni”, ideato dal Gruppo dei 10 quest’anno andrà a Daniele Barioni, storico tenore copparese che nel corso della sua carriera ha calcato i palcoscenici più importanti del mondo; Metropolitan di New York compreso. Non è difficile comprendere perché Alessandro Mistri &Co. abbiano scelto di consegnare a lui il premio “Tutte le direzioni”, dicitura simbolo anche delle loro stagioni concertistiche che spaziano dal jazz al blues, dalla fusion alla classica: tutte le direzioni, appunto.

Così, per chiudere la rassegna primaverile “Tutte le direzioni in Spring Time”, sabato allo Spirito di Vigarano Mainarda, quartier generale di tutti gli appuntamenti musicali del Gruppo dei 10, si terrà una grande festa in onore di Barioni. In questa occasione il jazz cederà il posto alla lirica, e alla serata parteciperanno i soprano Claudia Muschio, Giulia Pierucci, Ester Ventura, il mezzo soprano Francesca Cucuzza, il tenore Matteo Roma, il baritono Zheng Chujing; tutte voci della classe di canto lirico di Cinzia Forte, soprano di fama internazionale e docente del conservatorio Frescobaldi di Ferrara, interpreti di un concerto straordinario che precederà la consegna del riconoscimento a Daniele Barioni.

Autentica voce storica della centenaria tradizione ferrarese, al suo arrivo a New York nel lontano 1956, Barioni, nato a Copparo nel 1930, fece scrivere ai cronisti di allora “Davanti a lui tremò il Metropolitan”. «Cantando le serenate per le ragazze nel mese di maggio - racconta il tenore - arrivai a Milano appena diciottenne. Dove abitavo c’era un maestro di canto, Arturo Bordonali ma convinto di essere un baritono, scoprì che ero un tenore. Avevo un sogno: cantare alla Scala e lui mi spinse a studiare cosa che feci per cinque lunghi anni». Lo spirito di iniziativa non mancò a Barioni che prima di raggiungere l’obiettivo, riuscì a farsi scritturare al Teatro Nuovo, dove nel 1954 cantò nella Cavalleria Rusticana, molto applaudito dal numeroso pubblico tra cui vi era anche la madre giunta da Copparo per ascoltarlo. Quella sera in sala c’era il direttore del Metropolitan di New York in cerca di voci nuove e lo scritturò per cantare nella Boheme. Per il nostro tenore le emozioni e le soddisfazioni erano appena iniziate. Durante il soggiorno in America non solo arrivò fino ad Hollywood, ma ebbe la grande soddisfazione di cantare accanto a Maria Callas nella “Traviata” al Metropolitan, anche se fu un’occasione per il soprano di cimentarsi dopo un lungo periodo di assenza dal palcoscenico.

Dopo la parentesi americana tornò infatti in Italia per calcare palcoscenici prestigiosi, finalmente alla Scala, all’Arena di Verona ed in tutti i più importanti teatri. Durante la sua lunghissima carriera Daniele Barioni ha collezionato una serie incredibile di Premi anche dopo aver smesso ufficialmente di cantare, nel 1981, dopo la prematura scomparsa della moglie Vera Franceschi nota concertista, al Teatro Abbado di Ferrara insieme al soprano Renata Tebaldi.

Tra questi ricordiamo nel 2016 il Premio “Tito Gobbi” che gli è stato conferito nel Teatro Montegrappa di Rosà (Vicenza) durante la rassegna lirica a San Valentino con i finalisti del quinto concorso lirico internazionale “Città di Ferrara” intitolato proprio a Barioni che si era svolto fra il Teatro De Micheli di Copparo ed il Teatro Comunale Abbado di Ferrara.

Ancora dopo essersi fregiato del titolo di “Grande della Lirica”, Barioni ha ricevuto anche l’importante Premio Caruso, (dopo aver già ottenuto quello di Milano nel 2012), questa volta nella Villa Bellosgurdo - museo Caruso, ovvero nell’abitazione del celebre artista napoletano a Lastra a Signa (Firenze).

Margherita Goberti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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