La Nuova Ferrara

Tra dubbi e certezze Elisabetta Sgarbi romantica a Milano

di SAMUELE GOVONI

La rassegna si amplia e toccherà anche Ferrara Musica e letteratura si fondono, c’è anche Brondi

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Diciotto edizioni alle spalle e una nuova, la prima da maggiorenne, che sta arrivando. Per fare sfoggio della sua giovane maturità, la Milanesiana, si allarga e diventa grande. Non solo più incontri, iniziative e contaminazioni, ma anche nuove città e piazze da coinvolgere. Milano resta il fulcro della rassegna in programma dal 9 giugno al 3 settembre ma alle già collaudate Milano, Torino, Bormio, Verbania, Firenze e Matera quest’anno si aggiungono Ascoli Piceno, Collodi e Ferrara. Elisabetta Sgarbi, ideatrice e direttrice della manifestazione culturale che quest’anno si concentrerà su “Dubbio e certezza”, questo il tema dell’edizione, racconta una kermesse che imponente, con 65 appuntamenti, oltre 170 ospiti provenienti da 16 Paesi e sette mostre.

Partiamo dal tema: “Il dubbio e la certezza”. Perché?

«Il tema, come accade negli ultimi anni, me lo ha suggerito Claudio Magris, che sarà ospite della Milanesiana, con una lectio proprio sul tema del dubbio. Ho accolto il tema perché mi sembra estremamente importante restituire al dubbio e al dubitare il proprio ruolo e il suo vero significato. I tempi che viviamo hanno trasformato il dubbio in sospetto. Spero che gli ospiti invitati contribuiscano a ridare al dubbio la sua identità».

La Milanesiana quest’anno si presenta ancora più ramificata e in sinergia con diverse città italiane. Quando e perché ha scelto di coinvolgere nuovi territori alla rassegna?

«Perché penso che le cose belle è bene che si diffondano. La Milanesiana non è qualcosa di Milano, è una idea di sapere. Un sapere largo, non specialistico, umanistico e scientifico allo stesso tempo. Torino è stato il primo sconfinamento. Abbiamo continuato con Matera, Bormio, Verbania, Firenze. Ferrara mi è sembrata imprescindibile. Il Castello di Ferrara e il Castello Sforzesco hanno iniziato a dialogare. Di questo devo ringraziare molto Ethel Guidi e la amministrazione ferrarese che ha voluto questa mostra».

Sulla mappa delle nuove città compare anche Ferrara. Che effetto le fa? Ha riservato qualcosa di speciale per questa piazza che tanto le è cara?

«Ho inteso portare Ferrara a Milano, in due appuntamenti: uno il Meis e la sua direttrice Simonetta della Seta che sta facendo un lavoro importante non solo di diffusione ma anche di ricerca; l'altro coinvolge l’università di medicina e la cardiologia ferrarese. Infine l’appuntamento a Ferrara il 14 luglio alle 21 al castello con Michele Placido e le sue letture ferraresi, a partire dai libri di mio padre che ha amato moltissimo. Vi saranno musiche e proiezioni a cura del figlio di Michele. Sono sicura che verrà anche Vittorio».

L’offerta di questa edizione è ampia e per un pubblico trasversale. Quali saranno i nomi clou della rassegna?

«I Baustelle con Le luci della centrale elettrica, Claudio Magris, I premi Pulitzer Michael Cunningham, Mathew Desmond, Yoby Warrick, i Premi Nobel per la Letteratura Le Clezio e Gao Xingjang, i Premi Goncourt Jean Echenoz e Tahar Ben Jelloun e molti altri».

Si aspettava un proseguo, un ampliamento e un successo simile agli inizi?

«Io ragiono anno per anno. Quando iniziai 19 anni fa, pensavo che si dovesse terminare subito. Feci una edizione dedicata alla poesia. E invece ebbe un grande successo. Evidentemente intercettò un bisogno di Milano. Da allora ha iniziato a crescere».

Tra gli ospiti anche il concittadino Vasco Brondi, con il quale ha già avuto modo di confrontarsi e lavorare in passato. Perché e in che modo ha scelto di coinvolgerlo?

«Sono di Vasco l’editore del secondo libro (con Massimo Zamboni, “Anime galleggianti”) e, avendo la Nave acquisito la Baldini + Castoldi, sono divenuta editore anche del suo primo libro che ha una vita molto vivace nel catalogo di Baldini. È uno scrittore, con un immaginario non lontano dal mio. E poi è ferrarese... Con i Baustelle hanno pensato a un concerto proprio sul tema della Milanesiana: il dubbio. È importante questa committenza a tutto tondo dalla Letteratura alla Musica. Dunque spero davvero che molti ferraresi vogliano venire ad ascoltarli a Milano».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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