La Pandurera guarda già al futuro
Bilancio in positivo e pubblico in aumento: «C’è voglia di lavorare»
«Tante le novità nel cassetto. Tanti spettacoli in più. Ma soprattutto una nuova stagione in rosa, dove il filo conduttore sarà la donna». In attesa della presentazione della stagione teatrale 2018/19 nell’anteprima del 24 maggio, il Cda della Fondazione Teatro Borgatti guidato da Milena Cariani traccia un bilancio del primo anno di attività. Non solo un bilancio chiuso al 31 dicembre 2017 con un avanzo pari a 34mila 505 euro, ma anche una stagione di successo, all’insegna del lazz e del cabaret, con la musica come filo conduttore, e con un’attenzione particolare rivolta ai Giovanissimi. Senza dimenticare i cartelloni tradizionali, come prosa, danza, e la rassegna dialettale.
«Importante indicatore – evidenzia la Cariani - le presenze: 9.378 spettatori che hanno premiati i vari cartelloni e contribuito ad accrescere il numero degli abbonati. La scelta degli spettacoli, varia e qualificata, ha ottenuto un ottimo riscontro di pubblico. Premiate quindi le scelte del Cda». Dalla stagione quindi, incassi per 137mila 526 euro, e costi degli spettacoli per 103mila 700 euro: «L’avanzo 2017 di oltre 34mila ci permette di rispettare gli accordi presi con la Regione, per la ricostituzione del patrimonio netto e il recupero delle perdite degli anni precedenti. Un successo, per il quale dobbiamo ringraziare sponsor e sostenitori, su cui il Teatro ha potuto contare per creare una solida base di contributi pari a 115mila euro, e il Comune di Cento per l’immancabile sostegno».
Nel ringraziare Cda, dipendenti della Fondazione e direttore artistico Alessandro Magri: «È vero, sono aumentati i costi dei biglietti, ma gli impegni a cui far fronte sono tanti. A differenza degli anni precedenti, con un metodo contabilmente più corretto, incassi di biglietteria e ricavi da sponsorizzazioni sono stati suddivisi per ogni spettacolo di riferimento. Nel bilancio 2017 quindi, è rientrata la quota parte degli eventi del 2017. Nel bilancio è stata poi inserita la Tari, non contabilizzata negli anni dal 2008 al 2015, per un costo di 35mila 359 euro. L’importo ha influenzato e inficiato sul risultato finale dell’anno».
Rispettati poi i piani di rientro concordati con gli enti creditori, tra cui il maggiore Cmv, e che ha comportato l’esborso, da aprile 2017 ad oggi, di 71.500 euro oltre al pagamento delle altre fatture dell’anno in corso nel rispetto delle scadenze. Di fatto, i debiti vs fornitori a fine 2016 erano pari a 201 mila euro, ridotti a fine 2017 a 143mila euro. «In Fondazione – ha chiuso la Cariani - è tornata la voglia di lavorare per l’arte e la cultura di Cento. L’anno si chiude con una sfida vinta, e l’entusiasmo di guardare con fiducia alla nuova stagione 2018/19».
Beatrice Barberini
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