«Fiera di portare Puccini e Verdi nel mondo»
Il soprano Lidya Tamburrino che dopo le metropoli ha scelto Argenta: qui mi sento come a casa
Dopo Roma, New York, Tokio, Parigi, Bari ora anche Argenta fa parte della vita di Lydia Tamburrino. Da qualche tempo a questa parte, il noto soprano che ha avuto come maestri Franco Corelli, Placido Domingo a Vienna, Montserrat Caballé a Barcellona e che si è esibita nei più grandi teatri del mondo, vive ad Argenta. Al termine del Concerto di Primavera la cantante si racconta. «Perché ho scelto Argenta? Una casualità ma per i cristiani non ci sono casualità - ammette da subito -. Avevo deciso di cambiare città, dopo un brutto incidente. Ho ripreso a cantare da poco; credo fermamente nella capacità dell’opera lirica di arrivare alle masse e soprattutto di poter portare tutto quello che è la nostra tradizione che è cultura».
Lirica è sinonimo di costante impegno.
«Assolutamente sì. Una volta, ai cantanti d’opera, si chiedeva di essere “umanista”; non bastava imparare le note, si doveva conoscere il compositore del brano. Non si può cantare Verdi come Puccini. Sono fiera di essere italiana. Sono nata e cresciuta a Montecassino, mi sono formata nel monastero e la musica l’ho imparata da un monaco autodidatta che però scriveva ai grandi maestri di Capella Sistina».
Argenta e Cassino: ora un doppio legame?
«Questa terra mi ha dato tantissimo, amore, musicisti, il maestro Andrea Bandi, una persona straordinaria. E poi tanta bontà. Argenta è davvero come Cassino: c’è umanità vera ed è bello sentirsi a casa».
Cantare qui ad Argenta assieme a degli appassionati ma comunque principianti. «Nell’arte non esistono principianti ma esiste una persona che canta assieme ad un altro e Bandi lo fa. Andrea è uno dei pochi maestri che riesce a far cantare come dei professionisti persone che non conoscono assolutamente la musica però riesce a farli cantare insieme e fa musica. Crea armonia come il battito del cuore, come il battito delle stelle: Bandi li mette lassù chiunque esso sia e questo è importante e non conta essere dei diplomati e poi, mi creda, si canta benissimo con loro».
Perché quando si esercita tiene le finestre chiuse? Sarebbe bello poterla ascoltare. «Sono sempre chiuse per il terrore che “viaggi” la voce, che se ne vada. Anche quest’estate quando c’erano 40 gradi sono rimasta dentro. Argenta, è una città meravigliosa, sembra Roma alle cinque del mattino quando si sveglia e si sente il rumore delle fontane».
Quindi si sta allenando costantemente?
«Certo, ho già fatto un concerto con l’orchestra Metropolitana al Petruzzelli, ritorno a cantare con loro e ho un concerto di musica sacra. Io - conclude il soprano - sfido la vita».
Giorgio Carnaroli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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