Interno Verde fa battere il cuore «Non si può resistere alla bellezza»
La musica è stata protagonista anche di questa terza edizione di Interno Verde, la manifestazione che per due giorni ha aperto alcuni dei più belli (e nascosti) giardini di Ferrara. Reverb, la festa...
La musica è stata protagonista anche di questa terza edizione di Interno Verde, la manifestazione che per due giorni ha aperto alcuni dei più belli (e nascosti) giardini di Ferrara. Reverb, la festa al Mercato Coperto che si è tenuta venerdì sera ha divertito e fatto ballare centinaia di persone, e il pianoforte posizionato all’interno del giardino di Palazzo Scroffa suonato dagli studenti del conservatorio Frescobaldi. L’entusiasmo degli oltre 200 ragazzi volontari è stato fondamentale per rendere parchi, corti e cortili ancora più accoglienti. Un’atmosfera frizzante e familiare, come da anni non si respirava in città, si è diffusa sin dall’inizio del festival. Interno Verde è stato un fine settimana ecologico, ma anche ingegnoso, capace di proporre un’alternativa tanto redditizia quanto relazionale per uno spazio enorme che sconta la perdita della sua funzione dovuta alla crisi del commercio artigianale, avendo pure rischiato di diventare l'ennesimo parcheggio. «Interno Verde conferma la vocazione sociale del festival – afferma Riccardo Gemmo – che in superficie riguarda alberi, fiori e aiuole, ma in profondità si radica alle capacità e alla voglia che le persone hanno di conoscersi, di trascorrere del tempo insieme. Non si può restare impassibili di fronte alla bellezza, vince l’emozione e il piacere di condividerla». La meraviglia e lo stupore suscitati dai giardini nascosti, la tranquillità trasmessa da questi angoli pensati per il riposo e per lo svago, restano i protagonisti indiscussi di Interno Verde, appuntamento che si svolge grazie alla straordinaria generosità di chi sceglie di trasformare un luogo intimo in uno spazio collettivo. «Se ragioniamo sul presente, sulla paura e sulla chiusura che spesso influenzano negativamente la qualità della vita sia nelle metropoli sia nelle province, ci si rende conto di quanto il gesto di aprire una porta sia un atto politico, nel senso più alto del termine – conclude il presidente dell’associazione ilturco – rivolto alla polis, alla comunità».
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