«Gli haters? Io non li temo Sono felice di ciò che faccio»
Gene Gnocchi sarà uno dei grandi protagonisti di questa edizione de “Le Storie in Testa”, il festival delle narrazioni che si terrà venerdì, sabato e domenica a Copparo. Gnocchi incontrerà il...
Gene Gnocchi sarà uno dei grandi protagonisti di questa edizione de “Le Storie in Testa”, il festival delle narrazioni che si terrà venerdì, sabato e domenica a Copparo. Gnocchi incontrerà il pubblico venerdì alle 19 in piazza della Libertà.
La pungente comicità del comico di Fidenza, ormai tratto essenziale della trasmissione “Di martedì” in onda su La 7, verrà proposta al pubblico attraverso un reading tratto dal suo ultimo lavoro letterario: “Il petauro dello zucchero” (ed. La nave di Teseo). Questo lavoro vuole essere una sorta di mini enciclopedia che prende in considerazione alcune branche dello scibile umano, soprattutto le nuove tecnologie i nuovi media, cercando di riconsiderarli attraverso un’ottica un po’ meno seriosa e più divertente. Una specie di manuale per far osservare alla gente che queste cose possono essere decodificate anche attraverso un occhio differente, più disincantato di come normalmente le percepiamo. Senza dover per forza esserne succubi, consapevoli o non.
Per l’occasione Gnocchi cercherà di interagire col pubblico, partendo da “Il petauro dello zucchero” ed arrivando, attraverso l’interazione, alla comprensione di come ci si avvicina allo scrivere comico, cioè quali sono i meccanismi con i quali si arriva ad elaborare in modo divertente determinati concetti. Un modo particolare e intimo di vivere la comicità, confrontandosi sempre con se stessi ed accettando anche i rischi del dover fronteggiare le critiche che questo comporta. «In realtà – spiega il comico – io non ho mai fatto vera e propria satira politica. Diciamo che facendo i miei pezzi a “Di martedì” ho iniziato a dover fronteggiare tutte le settimane argomenti politici. Ho sempre inteso il comico, o il satirico, come uno sguardo sul mondo diverso. Una diversa chiave di lettura di ciò che accade. Non sono uno che deve per forza colpire un obbiettivo preciso, mi limito solo ad osservare determinati comportamenti e determinate situazioni e cerco di rappresentarle a modo mio. Ciò che faccio - dice Gnocchi - mi rappresenta, mi piace e lo faccio con passione, mettendoci tutto l’impegno possibile. È chiaro, ci sono risvolti positivi e, alcune volte, anche negativi come è successo quest’anno. Ma sono i rischi del mestiere».
Un mestiere, quello del comico, che per Gnocchi può definirsi una professione solo fino a un certo punto: «Per me – prosegue – non è mai un peso dover fare questo lavoro. Per me la comicità è un modo di vivere la mia vita. Io sono così, non mi sforzo particolarmente per esserlo. Quando finisco i miei interventi, non divento magicamente un’altra persona, continuo ad essere quello lì che la gente ha visto. Ora, non sono qui a dire che rido di continuo, ma di certo il mio mondo è quello lì. Lo adoro e cerco di starci il più possibile perché all’interno mi ci sento realizzato». In un mondo dove ognuno su internet è libero di esprimere il suo parere, e spesso in modo inappropriato, per un personaggio che fa satira politica in televisione è normale avere dei detrattori.
Questo è il suo pensiero a riguardo: «Si sa bene come funziona il web, dove si trovano troll e odiatori seriali. Per noi quello che conta sono gli ascolti, il gradimento del pubblico. Il giorno dopo le puntate io ricevo i dati dei miei pezzi, e quindi so come sono andati. Per me questo è sufficiente, non mi serve andare su internet a leggere i commenti per sapere se quello che faccio è gradito o meno. Sono gli ascolti a parlare. In televisione nessuno ti regala nulla, se continui a fare quello che fai è perché hai seguito e quello che fai è apprezzato. Io - chiude lo scrittore - sono molto soddisfatto di quanto sto facendo, avendo la certezza che i miei interventi sono apprezzati».
Samuele Melloni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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