Panzacchi e i "Drammi quotidiani" del suo Fantozzi moderno
L'autore insieme a Morozzi presenterà alle 18 il suo libro all'Ibs+Libraccio
FERRARA. È nato come hashtag per raccontare avventure tragicomiche tra le mura domestiche, #drammiquotidiani, per poi evolvere in una narrazione: il nuovo romanzo di Paolo Panzacchi, che oggi, alle 18, lo scrittore ferrarese presenta con Gianluca Morozzi e Alberto Petrelli all’Ibs+Libraccio. Drammi quotidiani (Edizioni Pendragon) racconta la vicenda di Francesco Garelli, un giovane pubblicitario sposato con Giulia e papà della piccola Elena. Subito somiglia a una sorta di Fantozzi moderno che, a differenza del ragioniere, non viene accudito da una Pina devota e trasandata, ma sconta le mire carrieristiche della sua lei. Classico impiegatuccio senza pretese, è sempre stato un po’ sfortunato… ma superati gli suoceri invadenti e gli amici catastrofici, che lo coinvolgono in bricolage e altre attività improbabili della domenica, viene investito dalla fortuna. Per Garelli le giornate cominciano per il verso giusto, specie sul lavoro, ottenendo soddisfazioni inaspettate. Al contrario, però, cambia il vento pure per Giulia e le invidie non tardano ad entrare in casa. Il rapporto tra i due si logora, per quanto il protagonista si spertichi: dalle cenette romantiche con champagne in ghiaccio ai corsi di pilates per due, ne prova di ogni genere. Sino a comprare di sua iniziativa una serie famigerata di mobili Ikea per poi montarli insieme all’amico tuttofare. Insomma, non si dà per vinto almeno finché, stremato, non si ammala. E allora prende una decisione inderogabile.
Panzacchi, in mezzo a tanta ironia dove ha nascosto la realtà?
«Nella frenesia che ciascuno subisce quotidianamente. Dal capo in ufficio che pretende tutto e subito, anzi, prima di subito, al collega prontamente in ferie che si disinteressa delle grane lasciate sulla tua scrivania, sino a quando varchi la porta di casa e non ne combini una giusta agli occhi di lei. Sono una nuvola di piccole questioni esasperate».
E chiunque può immedesimarsi, trovando un istante per sorriderne…
«Di questi tempi ci si prende troppo sul serio. Mi stimolava giocare con la mia routine e con quelle lamentate dagli altri, in modo da riderci sopra insieme e tornare alla letteratura di evasione».
Prese le debite distanze, come definirebbe il suo protagonista?
«Francesco è un pubblicitario di quasi successo, di quasi bell’aspetto, con una vita quasi felice. È sempre stato a un “quasi” da ogni cosa, da bambino, da adolescente e da adulto non ha voluto deludere le aspettative. Un uomo quasi realizzato».
Cos’ha scatenato all’improvviso il Garelli che era in lei?
«Serate in cui rincasi alle undici, avvii la lavastoviglie carica dal mattino e scorgi l’acqua entrare in salotto, ma di più, nel frattempo la lavatrice ha allagato il bagno. E non è impossibile, è solo improbabile. A me è successo. Oppure mentre esci di corsa perché sei in ritardo e appena prima di montare in auto ti accorgi che porti ancora le ciabatte ai piedi. Ma ancora, stordito dalla bimba che piange, dal cellulare che suona e dal vicino che bussa, butti nell’acqua per cuocere la pasta lo zucchero al posto del sale».
Beate disattenzioni da condividere…
«#drammiquotidiani ha girato sui social per circa due anni e mezzo, raccogliendo una partecipazione sempre maggiore; perciò grazie a Petrelli e a Morozzi ho deciso di cedere alla mia vena comica».
Matteo Bianchi
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