Addio a Franco Farina l’uomo che inventò il fenomeno Diamanti
Con lui a Ferrara trent’anni di grande arte moderna. Un “maestro” che ha organizzato eventi memorabili
Ieri pomeriggio se n’è andato Franco Farina, il “maestro” come era dai più conosciuto, aveva da pochi giorni compiuto novant’anni. È stato il più grande uomo di cultura e arte della nostra città e uno dei più importanti a livello nazionale e internazionale. Ha “creato” Palazzo dei Diamanti come centro culturale d’arte contemporanea ospitando artisti come Picasso, Duchamp, De Chirico Warhol, Rauschemberg, Achille Funi, Morandi, Savinio, Leonor Fini, Magritte, Monet, Chagall. Per trent’anni, dall’inizio degli anni sessanta ad inizio anni novanta, chi voleva contare artisticamente doveva passare tra le mura di quell’antico palazzo di corso Ercole d’Este.
Non si trattava solo di appendere alle pareti quadri famosi ma di creare un nuovo modo di divulgare l’arte, di renderla fruibile a tutti, di trasformare mostre in eventi scientifici dai quali, una volta realizzati, non si poteva prescindere. Non è stato un lavoro facile; spendere soldi per l’arte è difficile oggi figuriamoci sessant’anni fa.
Lui c’è riuscito e va dato anche il merito a chi l’ha lasciato lavorare; lui stesso ci raccontò in occasione del compleanno degli 80 anni: «Sì il merito dell’Amministrazione comunale fu quello di lasciarmi fare. Allora l’Amministrazione lavorava con il rasoio alla gola, c’era la Prefettura che vagliava tutti gli atti del Comune. I rapporti con i sindaci sono stati ottimi».
Farina, ferrarese, da giovane decise di fare il maestro elementare, ma negli anni Cinquanta entrò in contatto con il mondo dell’arte. Prima con Renzo Bonfiglioli, presidente della Comunità Israelitica, realizzò una mostra sui lager nazisti. Poi una seconda mostra con Bruno Zevi su Ferrara. Ma il vero incontro fatale fu con Gualtiero Medri, che insegnava storia dell’arte e che allora era direttore onorario dei musei ferraresi. Fu così che nel 1963 venne organizzata a Casa Romei la mostra dedicata a Giovanni Boldini. Fu il primo evento a carattere nazionale. Ma il maestro sentiva il richiamo dell’arte moderna ed era su Ercole d’Este che voleva puntare le sue carte. Era qualcosa di molto diverso di come lo vediamo oggi. Così ci raccontava Farina: «In Ercole d’Este al numero 17 c’era l’Ufficio leva e dove c’è il Museo della Resistenza c’era la legnaia. Dopo c’è stato il recupero del Comune e mi hanno incaricato di girare la provincia per recuperare oggetti per allestire il Museo del Risorgimento e della Resistenza e così al numero 19 è nato il museo. Quando l’ufficio leva venne trasferito in via Palestro, al numero 17 nacque il Centro Attività Visive, la prima mostra del 1964 fu “Espana Libre”.
Medri lasciò pian piano mano libera a Farina e cominciò anche in quel periodo ad entrare nell’orbita delle Gallerie il Palazzo Massari. Era il cammino per la creazione di un vero polo dell’arte. Il maestro Farina andò in pensione nel 1996 e tante furono le medaglie che avrebbe potuto appuntarsi sul petto, come la mostra di Monet che con 232.000 presenze è la rassegna che in assoluto ha avuto il maggior numero di visitatori. Farina era anche un personaggio in contatto diretto con tanti artisti, galleristi, esponenti del mondo dell’arte. Negli ultimi anni lo si poteva vedere seduto da Giori a prendere l’aperitivo con Lola Bonora, sua collaboratrice di sempre e altro pilastro dell’arte, non solo ferrarese. Sempre pronto a discutere ricco di quel suo humor inglese spesso dissacrante, che l’hanno sempre caratterizzato.
«Esprimo tutto il mio dolore – dice il sindaco Tiziano Tagliani - per la scomparsa di Franco Farina, indimenticato direttore delle Galleria Civiche. Fu lui ad iniziare il lavoro che ha condotto Palazzo dei Diamanti ad essere riconosciuto, a livello internazionale, quale sede d’elezione di eventi espositivi di altissimo livello. Al tempo stesso, non ebbe timore di affrontare, insieme alla sua Lola, l’esplorazione dei più innovativi linguaggi della contemporaneità. Ci lascia una eredità culturale che continuerà nel tempo a dare i suoi frutti; ma ne rimpiangeremo sempre la grande generosità professionale ed umana». Dario Franceschini ricorda «Farina un uomo più avanti del suo tempo di qualche decennio. Le sue intuizioni nel mondo della cultura e delle mostre hanno anticipato un filone vincente solo molto tempo dopo imitato in tante città italiane. A lui si deve la fama internazionale di Palazzo dei Diamanti, a lui l’intuizione di Ferrara città d’arte e cultura. Un intellettuale riconosciuto come punto di riferimento ovunque, anche oltre i confini nazionali. Lo dico come Ministro della Cultura nelle ultime ore del mio mandato: a lui tutta Italia deve molto e dovrà ricordarne l’insegnamento e la lungimiranza».
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