La sua gioia quando riabbracciò i quadri rubati a Palazzo Massari
L’immagine più bella per ricordare Franco Farina è quella della vigilia di Natale 1992. Il suo amore incondizionato per l’arte lo si è capito quando ha materialmente abbracciato, una ad una, le venti...
L’immagine più bella per ricordare Franco Farina è quella della vigilia di Natale 1992. Il suo amore incondizionato per l’arte lo si è capito quando ha materialmente abbracciato, una ad una, le venti tele che gli avevano riconsegnato i carabinieri dopo il furto subìto a Palazzo Massari una ventina di giorni prima.
Un incubo finito grazie all’intuito investigativo dei carabinieri, per una favola natalizia a lieto fine. L’episodio di cronaca fece scalpore in città all’epoca. Una storia ferrarese di quelle che non si dimenticano e nella quale molti cittadini e non solo gli appassionati d’arte sono stati sotto choc per poi trarre un sospiro di sollievo.
Tutto avvenne nella notte tra giovedì 3 e venerdì 4 dicembre 1992, con il grosso furto di opere d’arte di Palazzo Massari, le tele rubate erano 9 De Pisis, 7 Boldini, 2 Degas e 2 Funi, per un valore di diversi miliardi di lire.
I ladri hanno agito pressoché indisturbati, approfittando della ghiotta occasione offerta loro dal concerto con musiche di Nietzsche.
Si sono infiltrati fra il pubblico del concerto e, una volta conclusa la serata musicale, hanno agito riuscendo ad eludere anche il sistema d’allarme.
Chiusi all’interno del Museo di corso Porta Mare, i ladri hanno staccato le tele dalla cornice, le hanno arrotolate e poi calate con una corda nel cortile di Palazzo Massari. Da quella stessa corda, che il giorno dopo penzolava ancora dal finestrone del Museo, si sono calati anche i ladri prima della fuga con il bottino. Durante il colpo l’allarme non ha funzionato e solo il mattino successivo, alle 8.30, la donna delle pulizie si è accorta del furto.
Farina, direttore all’epoca delle Civiche Gallerie d’Arte Moderna, trascorse quei giorni dell’avvento con molta apprensione per le sorti di quelle tele, cercando di mantenere la necessaria calma in quei frangenti nonostante le polemiche, che in quelle settimane piovevano e mettevano sotto accusa i sistemi d’allarme.
Quando i carabinieri fermarono a Bolzano l’auto sula, quale erano nascoste le tele pronte all’espatrio, fu una vera liberazione.
«Le polemiche - disse allora Farina, subito dopo il ritrovamento. - per me non sono mai iniziate. Ora le tele sono in buono stato, hanno tutte bisogno di un trattamento, ma di irreparabile non c’è niente. Con un intervento oculato ritorneranno come erano».
E quando l’ufficiale dei carabinieri Aquilino Ciardiello consegnò le tele al direttore della Gallerie civiche di Arte Moderna, sul viso di Franco Farina spuntò un sorriso che sembrava “La risata” di Boccioni. A proposito di “Stati d’animo”.
Gian Pietro Zerbini
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