Le "Divagazioni" accendono il mercoledì universitario
Mercoledì sera la nuova iniziativa dell'Agorà del Gruppo del Tasso con le parole protagoniste della serata
FERRARA. Doveva concludersi alle 23 di mercoledì, invece la seconda uscita dell’Agorà del Gruppo del Tasso è scivolata nella notte senza che nessuno se ne accorgesse. Trascinate senza opporre resistenza dall'entusiasmo di studenti e passanti, le storie snodabili di “Divagazioni” sono state una sorpresa, prima ancora che un successo. Sempre alle 21.30, sempre in via Contrari, in questa serata lo staff dell’associazione culturale ci riprova con “Perdersi” e i fili di parole che disegnano l’uscita dai labirinti.
«Molti i ventenni che, bicchieri alla mano, si sono fermati a lungo ai due tavoli coperti di cartoncini, parole, penne, fogli e libri – racconta la curatrice Erica Bisetto – Ragazzi probabilmente più abituati all'icasticità dei 280 caratteri ammessi da Twitter, alla foto di Instagram che nega la narrazione, al lampo di Tinder che informa a sé e travolge anche il processo del conoscersi. Ragazzi, questi, che un mercoledì notte si sono appassionati allo sviluppo di un racconto».
Incipit, finali e nodi narrativi – principesse disperate, scimmie in livrea, prove d’astuzia – da riorganizzare con coerenza e fantasia sono stati una sorta di “La”, quasi la risposta dei partecipanti derivasse da una domanda inespressa e forse inconsapevole. Lo stupore di una coppia che comincia faticosamente ad arrangiare un testo e all’improvviso si sblocca e lo spazio concesso non basta nemmeno più. «C’è chi ha lasciato il gruppo di amici per fermarsi a scrivere e chi li ha coinvolti per sfida o per gioco – incalza Alessandro Tagliati – ci sono stati sguardi che erano più di un’intesa e battibecchi per scegliere il nome di protagonisti incontrati dietro l’angolo di una strada narrativa presa per caso. E poi citazioni manzoniane, antichi dèi, rivendicazione di diritti civili, lotte per il timone di queste favole divaganti».
C’è stato anche chi, un po’ più vecchio, mentre intimava a tutte quelle teste curiose e divertite di far fuori le fate e chiudere il racconto, canticchiava fra sé che libertà è partecipazione. Poi il sorriso si allargava pensando al percorso inverso, a quello spazio concesso per inventarsi una strada libera e creativa.
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