Gigi e Andrea ancora insieme: «Sarà uno show lungo 40 anni»
Domani a Vigarano Pieve i due attori presentano il loro nuovo spettacolo. Roncato: «Il tormentone non basta, Zalone? Bravo ma un giorno dovrà cambiare»
VIGARANO PIEVE. Domani sera alle 21.30 la sagra dei patroni Pietro e Paolo di Vigarano Pieve saluta in bellezza con la presentazione dei corsi della nuova scuola di musica e poi con lo spettacolo “Di nuovo insieme”, che vedrà sul palco la storica coppia di comici bolognesi Gigi e Andrea, al secolo Gigi Sammarchi e Andrea Roncato. Un ritorno alla grande per questo duo protagonista di tantissimi programmi televisivi in prima serata e film di successo, su tutti “L’allenatore nel pallone”.
Fra l’altro quest’anno Gigi e Andrea celebrano quarant’anni dalla prima apparizione televisiva, ma la loro carriera è iniziata ancora prima nei locali di Bologna: «Ma in realtà non si è mai smesso di lavorare insieme - spiega Roncato -, non abbiamo litigato o vi è stato un allontanamento, solo ognuno ha seguito le proprie cose e all’occorrenza ci si ritrovava. Poi l’anno scorso a Roma abbiamo realizzato uno spettacolo insieme e da lì si è deciso di tornare a fare serate insieme, nei teatri e all’aperto. Fa piacere lavorare insieme, sempre».
Certo, parlando della vostra carriera, non è possibile non notare come sia cambiata la comicità in televisione nel corso degli anni.
«In una coppia come la nostra o Zuzzurro e Gaspare ed altri, erano fondamentali i tempi, erano quelli a fare ridere. Ora la comicità è cambiata radicalmente, si punta sull’abbigliamento, sui volti truccati o i capelli tinti, sulla stravaganza e le urla: fanno sì ridere ma puntano sull’essere ridicoli. In fondo se si vede Pippo Baudo truccato da Minnie di Topolino fa ridere, ma non è certo un comico. Poi in Tv adesso i comici hanno solo tre minuti di tempo, bastano due battute e un tormentone, ma poi in una serata non basta essere ridicoli o avere un tormentone, la gente poi si stanca».
Quanto conta la gavetta?
«Moltissimo, la differenza sta proprio nella gavetta: noi, Beppe Grillo, Giorgio Faletti, Enrico Beruschi e gli altri arrivavamo in televisione dopo anni di lavoro nei locali ogni sera eravamo pronti ad esibirci in prima serata. Ora, invece, vengono letteralmente buttati sul palco in Tv o, magari, vanno al Grande Fratello come giardinieri ed escono che vogliono fare gli attori. Io sono laureato in legge, ho studiato in tante scuole di teatro e cinema, insegno alla scuola di spettacolo di Roma e recito perché ho una base, mentre nella televisione di oggi manca professionalità».
A proposito di cinema, in questi giorni sta facendo avanti e indietro con la Francia, come mai?
«Sono protagonista di una serie televisiva in cui recito in francese, ma tra fiction per la Rai e film in uscita (il prossimo di Virzì in uscita a settembre con Giancarlo Giannini e un altro con Francesca Inaudi, oltre ad un possibile progetto futuro con Pupi Avati, ndr), il lavoro non manca. Sono contento, soprattutto di poter interpretare ruoli drammatici, in fin dei conti per noi comici è più semplice farlo. E a proposito del discorso di prima, se a 30 o 40 anni facevo film in cui correvo dietro alle ragazze, a 60 o 70 non posso certo essere ancora vitellone, da ridicolo diventerei patetico. Zalone è bravissimo e fa record di incassi, ma sta interpretando se stesso, prima o poi dovrà cambiare, come ho fatto io».
Nella serata a Vigarano Pieve ritrova la sua Emilia, vivendo a Roma quanto le manca?
«Mi sono trasferito per ragioni di lavoro, ma mi manca molto la mia terra. Di recente ero ad una serata a Gatteo, mi sono venuti in mente il mare e le feste di paese di quando ero giovane. La nostra regione è diversa, e bella. E mi spiace che al cinema ora si punti solo sulla romanità, una volta cinema e commedia dell’arte avevano ruoli ben definiti in cui era rappresentata tutta l’Italia, c’erano il napoletano furbo e il lombardo ricco, adesso no. Spero tanto che cinema e televisione italiani possano ritrovare maggiore professionalità, si pensi che nella mia scuola di spettacolo vengono solo ragazze che si presentano come belle, nessuna dice sono colta o preparata, ma il mondo non è fatto solo di bello, no?».
Con Gigi e Andrea sul palco, cosa dovrà aspettarsi il pubblico a Vigarano Pieve?
«I nostri personaggi storici come la mamma (con l’immancabile scialle rosa, ndr) e altri, i nostri cavalli di battaglia che ci hanno permesso di resistere così a lungo in tv e a teatro. Ripercorreremo 40 anni di coppia e di personaggi con cui abbiamo lavorato - conclude il comico -, penso a Baudo e Guccini, Vianello e la Mondaini ed altri ancora. A teatro vengono proiettate le immagini sullo schermo dietro di noi, in piazza a Vigarano Pieve sarà diverso ma non meno divertente».
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