Il fascino dei fiocinini rivive a Lagosanto
Per tutto il mese serie di iniziative dedicate all’eroe povero ma astuto, che viveva di pesca per sopravvivere
Dritto sulla poppa del suo mamalucco o del velocipio, leggeva sul fango della valle le indicazioni del “nido” delle anguille. Batteva tutt’intorno con la fiocina e quando uscivano il fiotto di fango e poi l’anguilla, l’infilzava. Il fiocinino è un vero mito della tradizione locale: astuto, sveglio, eroe del pane difficile, praticissimo delle valli da pesca di cui conosceva ogni angolo. E alla sua epopea e alla sua mitica figura ormai scomparsa, Lagosanto dedica l’intero mese di luglio.
Onore alla tradizione
Una celebrazione per ricordare ed onorare questa figura di pescatore di necessità e di fame, fatta di storia, tradizioni, memoria e testimonianze, racchiusa in un ricco programma denominato “Le giornate del fiocinino”. Un cartellone di iniziative promosso ed organizzato dal Cineclub Fedic “Delta del Po” e dal sua entusiasta presidente, Carlo Menegatti, attraverso cui si intende valorizzare la figura dei fiocinino, mantenerne viva la testimonianza di vita come grande eredità che, consegnata al futuro, si volge indietro per non dimenticare il suo passato.
Perché, la scomparsa dei fiocinini rappresenta la grande storica prova totale del cambiamento di Lagosanto. Perché, anche in questo piccolo paese, un tempo circondato dall’acqua, la civiltà della palude e l’attività della pesca compenetravano ogni aspetto della vita.
Mestiere ingrato
Al di fuori della pesca legale, esisteva una consistente classe sociale, la più povera, spesso diseredata, dei fiocinini. Un mestiere ingrato, difficile e rischioso, che fondava la sopravvivenza propria e delle proprie, spesso numerose famiglie, unicamente su di una fiocina, un piccolo battello, un remo ed una piccola luce alimentata ad acetilene che riverberava la luce sul fondo della valle, di notte per non essere visti, di lontano dalle guardie vallive in continua vigilanza. Ma il bisogno aguzzava l’ingegno ed i fiocinini, mitici eroi di un tozzo di pane mai scontato, ricorrevano a tutti gli espedienti, tutte le astuzie ed affrontavano tutti i rischi, tentando di sottrarsi alla presa dei guardiani, che avrebbe significato la redazione di un rapporto, il processo e la galera.
Di questa mitica figura, l’articolato programma mensile laghese prevede alcuni momenti significativi; il 12 luglio (ore18) al l’idrovoro di Marozzo, una conferenza sul tema “I fiocinini nelle carte d’archivio”, curata dalla storica ed archivista, Patrizia Luciani.
Film testimonianza
Ma sarà soprattutto il 20 luglio (dalle 21), l’appuntamento di caratterizzazione ed importante, che qualifica l’intera programmazione, con la proiezione di un film di testimonianza dal titolo “Vita da fiocinino, Bigoni Andrea (Andrein)”, in cui l’ultimo esponente di fiocinino laghese, la cui attività una volta intrapresa, non ammetteva via di ritorno, si racconta e rivive la vera epopea di una figura ormai consegnata alla memoria ed alla storia.
Il sindaco Maria Teresa Romanini ha rimarcato l’aspetto storico alla presentazione dell’iniziativa, sottolineando come Fedic organizzi e proponga«iniziative importanti ed interessanti dal punto di vista culturale e della memoria storica del fiocinino, figura simbolica che è rimasta nel nostro cuore e nella nostra vita. Con associazioni e sponsor insieme per realizzare questo ricco programma. Per presentare un’epopea chiusa con le bonifiche e la riforma agraria» .
Piergiorgio Felletti
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