La Nuova Ferrara

Le scarpe usate come messaggio Un simbolo in difesa del pianeta

davide bonesi
Le scarpe usate come messaggio Un simbolo in difesa del pianeta

Nel chiostro della Basilica di Sant’Antonio a Padova la speciale installazione della ferrarese Govoni

3 MINUTI DI LETTURA





davide bonesi

Metti un po’ di scarpe non più utilizzabili ed un messaggio importante (ambientalista) da comunicare. Magari aggiungi un tocco artistico ferrarese ed ecco giustificate le oltre 70.000 visite in poco più di due mesi. Parliamo del progetto “Terre nelle scarpe - Camminamente”, ideato da Antonio Gregolin e portato nella seconda tappa alla Basilica di Sant’Antonio a Padova. Dopo Assisi, Gregolin lo scorso 21 aprile ha spostato il suo progetto a Padova chiamando l’artista (e docente) ferrarese Laura Govoni. Nasce così “Spirale Green dei quattro grandi fiumi”, installazione che caratterizza la mostra “Camminamente al Santo”, aperta fino a domenica 15 luglio nel Chiostro del Generale, all’interno della Basilica di Sant’Antonio.



La Govoni ha portato nel chiostro la bellezza di 1.200 scarpe ormai consumate, che ha dipinto di verde per rappresentare la natura rigogliosa, quella che tutti noi abbiamo il dovere di difendere. «Il chiostro rappresenta il Giardino dell’Eden - ci spiega -, da cui partono i quattro fiumi (Tigri, Eufrate, Pison e Gihon, ndr), che rendono fertile tutto il pianeta. All’inizio, vicino alla sorgente, le scarpe sono azzurre, poi si suddividono nei quattro percorsi sfumando verso il verde. Ogni scarpa è una goccia d’acqua, nell’insieme è l’immagine della fertilità».



L’idea di base della docente di grafica dell’Einaudi è la difesa dell’ambiente. Lo spunto è arrivato nel 2015 con la seconda Enciclica, “Laudato sì”, di Papa Francesco: «Vi ho trovato un messaggio trasversale, che abbraccia tutte le religioni del mondo. Il messaggio di fondo è la salvezza del nostro pianeta: penso ai miei figli e ai figli dei miei figli. La Terra non ha un futuro così longevo e la fine non sembra tanto lontana. Questa mia opera vuole essere un appello urlato, come quello del papa, c’è chi lo fa scrivendo, chi parlando, io con le scarpe».



Il progetto “Terre nelle scarpe - Camminamente” è stato ideato dall’artista vicentino Gregolin. Le scarpe raccontano il percorso, quello dei pellegrini ma anche quello degli sportivi. Dopo la prima tappa di Assisi, per questa seconda l’ideatore ha pensato alla Govoni. «Non ci conoscevamo - racconta la docente, anche ieri a Padova per spiegare la sua installazione -, mi ha detto di aver visto su Facebook alcuni miei lavori, la tematica è sempre quella dell’ecosostenibilità. Sono stata sorpresa dalla chiamata, non è facile poter esporre in un luogo come questo e al di là del grande numero di visitatori, sono stata colpita dagli apprezzamenti. E mi hanno fatto un immenso piacere i ringraziamenti dei frati (francescani, ndr) della Basilica».



L’installazione della Govoni, come recita anche il titolo, non è altro che un cammino in spirito “green”. Fondamentale il contributo della Comunità Emmaus di Fiesso Umbertiano (Ro), che ha fornito le 1.200 vecchie scarpe poi verniciate dall’artista. «Ho ovviamente utilizzato colori atossici, nel pieno rispetto dell’ambiente. So che la scarpa in sé non è molto artistica, ma l’installazione va concepita nella sua costruzione, nel percorso che parte dal pozzo del chiostro. E il messaggio è rivolto a tutti, perché la difesa dell’ambiente parte soprattutto da noi, da ogni singolo individuo».



“Camminamente al Santo” resterà aperta fino a domenica 15 luglio, aperta tutti i giorni con accesso gratuito (orario 8-18.30). Il finissage è però previsto sabato prossimo con due appuntamenti: alle 17 verrà presentata la guida “Cammino di Sant’Antonio”; alle 18 spazio all’atteso incontro con Emma Morosini, la 94enne pellegrina di Castiglione delle Stiviere (Mn), che ha percorso migliaia di chilometri a piedi in giro per il mondo.



Il progetto “Camminamente” continuerà praticamente senza sosta anche durante i mesi estivi. Domenica 15, come detto, la conclusione a Padova, dal giorno successivo Gregolin ed il suo staff e la stessa Govoni si trasferiranno a Bologna per la nuova tappa, in programma nella chiesa di Santa Maria della Vita (in via Clavature 10, vicino alla Basilica di San Petronio) da sabato 21 luglio. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google