Pasquina, una vita in cucina
Nel 2000 ci ha lasciato la pioniera del ristorante Europa di Porto Garibaldi I parenti: odiava essere fotografata e fare gite fuori porta, il suo mondo era ai fornelli
Nella zona di Comacchio, quando si parla in particolare di cucina e ristorazione, è praticamente d’obbligo citare Pasquina Fantini, per quanto ha fatto e per l’eredità che ha lasciato.
Pasquina nacque nel 1913, in un’epoca in cui la ristorazione era molto diversa da quella dei tempi attuali. Non esistevano valutazioni dei locali in stelle e, tantomeno, le temute recensioni “on-line”. La cucina era povera, ma gustosa e genuina, con i prodotti del vicino mare. Chiamata da tutti “Nana”, era la figlia del celebre “Pipetto”, il quale gestiva l’omonima trattoria.
La famiglia
“Pipetto” ebbe ben dodici figli e moltissimi nipoti. Fu inizialmente marinaio e – girato il mondo – divenne un punto di riferimento per la Comacchio del pesce - e, in particolare, dell’anguilla - con la sua Trattoria “Del Carmine”, ampiamente descritta dai giornali dell’epoca. Subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, dopo aver avuto problemi con le Brigate nere, “Pipetto” morì. La figlia Pasquina Fantini, in quel periodo, sposò Mario Barillari (nella foto in cucina all’Europa), un barcaiolo che seguì per molto tempo durante la navigazione dei corsi d’acqua. Lo aiutò spesso come mozzo, ma anche come timoniera. Successivamente alla barca, Pasquina poté condurre, assieme al marito, la sua prima attività di ristorazione: un chiosco di legno – com’era comune all’epoca nei nostri Lidi – aperto solamente per tre mesi l’anno, ovviamente durante la stagione estiva.
passione per la cucina
Dai genitori aveva appreso i segreti e l’amore per la gastronomia comacchiese, che seppe rendere concreti nella cucina di questo locale, dapprima chiamato “L’Inferno”, poi, qualche anno dopo - siamo nel 1958 -, decise di chiamarlo “Europa”, nome che ancora mantiene, in proiezione verso il futuro.
a porto garibaldi
Nel 1966, il ristorante “Europa” fu trasferito a Porto Garibaldi, in viale dei Mille dove attualmente si trova. A questo fu annesso l’omonimo bagno, così da poter fornire un servizio completo ed al passo con i tempi. Lo scorso mese di aprile il locale ha festeggiato un importante traguardo, i primi sessant’anni di onorata attività. Ma, in assoluto, sono stati moltissimi furono i riconoscimenti conferiti a Pasquina Fantini, soprattutto dalla Camera di Commercio.
il traguardo
Il ristorante “Europa” è stato celebrato nuovamente lo scorso mese di aprile per 60 anni nella ristorazione, passione partita da Pasquina e tramandata (con successo) per quattro generazioni. Nelle vecchie cartoline in seppia della fine degli anni ’50, quando ancora i locali sulla costa comacchiese si contavano sulla punta delle dita, in un viale dei Mille pressoché deserto, emerge quel chiosco in legno, adibito a gestione estiva, fondato da Mario Barillari e da Pasquina Fantini, figlia del mitico “Pipetto”, tra i primissimi pionieri dei Lidi. Poi via via la rimodulazione da attività balneare a ristorante e stabilimento balneare aperto tutto l’anno.
«Abbiamo preservato le caratteristiche della cucina con le ricette della nonna - afferma orgoglioso Gino Barillari, che insieme a figli, fratelli, sorelle e cognati gestisce oggi l’Europa -; respingendo la nouvelle cousine, per dare spazio alla tradizione comacchiese. Cuciniamo la polenta nei paioli di rame, ci serviamo delle braci a legna e abbiamo detto no a friggitrici e a forni».
Il ricordo di pasquina
I parenti raccontano che la fondatrice del ristorante era indubbiamente felice ed orgogliosa di ricevere i premi, ma che spesso era seccata dal fatto di doversi assentare dall’amata attività culinaria per prendere parte alle cerimonie di premiazione. Infatti, difficilmente usciva dalla cucina, anche se i clienti – soddisfatti dalla qualità delle pietanze servite – chiedevano a gran voce di poterla conoscere e farle i complimenti di persona. Sempre difficilmente si fece fotografare - se non durante il lavoro in cucina - nonostante al ristorante “Europa” passassero frequentemente inviati televisivi e personaggi noti del mondo della politica o dello spettacolo. Inoltre, era difficile – raccontano sempre i parenti – farla uscire anche solo per una semplice gita fuori porta. Il suo mondo era tutto lì e probabilmente non aveva bisogno di altro. La sua soddisfazione era rendere appagati i propri clienti.
l’addio sempre ai fornelli
Pasquina Fantini morì nel 2000, lavorando fino a quando la salute glielo permise. L’eredità che ha lasciato è di grande importanza: una cucina locale che ancora si mantiene semplice e – nello stesso tempo – ricercata ed amata. Specialità come il brodetto d’anguilla e il pesce alla griglia, il risotto di pesce ed il fritto, cucinato tutto come una volta, senza pesare gli ingredienti, bensì con la misurazione dettata dall’esperienza. Il gusto bilanciato, ma sempre coerente con la tradizione; tutte caratteristiche che i suoi parenti portano avanti con grande professionalità rinunciando, come detto, a molte mode della nostra epoca che si rivelano spesso essere temporanee.
L’eredità ai parenti
Se l’Europa da 60 anni è un punto di riferimento per residenti e turisti, è perché ha saputo reggere e contrastare la concorrenza con il rigore delle antiche tradizioni culinarie lagunari, puntando sul clima familiare con i clienti. «Io oggi ho 69 anni - prosegue Gino Barillari - e ho iniziato a dar una mano ai miei genitori quando ne avevo appena 6. Sono cresciuto all’Europa e adesso ci sono i figli che portano avanti il locale, mentre io resto nelle retrovie. La conduzione resta familiare, così come il rapporto con i clienti. E questo ci gratifica». E nel ricordo di nonna (e bisnonna) Pasquina, il locale ora gestito dai vari Tonino, Filippo, Gino, Leonarda, Maria Beatrice Barillari e da Mauro Farinelli, Paola Villani e dai giovani Luca, Marco e Serena è stato premiato da Cna. —
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