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Metti una sera con Chaplin. A parco Pareschi c’è il re del muto

Samuele Govoni
Metti una sera con Chaplin. A parco Pareschi c’è il re del muto

Venerdì verranno proiettati tre film restaurati. Il pianista Furlati li musicherà dal vivo

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FERRARA. Venerdì sera all’arena estiva Le Pagine a parco Pareschi (corso Giovecca 148, Ferrara) si terrà “Progetto Chaplin”, una delle serate più attesa (e “romantiche”) di tutta la programmazione. Per l’occasione verranno proiettati tre mediometraggi di uno dei geni indiscussi del cinema, restaurati dalla Cineteca di Bologna, musicati dal vivo dal pianista Daniele Furlati. La serata sarà fuori dal normale abbonamento, l’ingresso è di 10 euro (ridotto 8). Casse aperte dalle 21, le proiezioni inizieranno alle 21.30. Info: 320.3570689.

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Progetto Chaplin
I film che verranno proiettati venerdì sera hanno più di 100 anni eppure continuano a divertire, entusiasmare e (a volte) a commuovere milioni di spettatori, giovani e giovanissimi compresi. Il “Progetto Chaplin” della Cineteca di Bologna, un lavoro fondamentale per il cinema e per la cultura in generale, negli ultimi anni ha curato il restauro di lungometraggi e cortometraggi del regista, oltre alla digitalizzazione dei suoi documenti. È stata quindi restituita agli spettatori la possibilità di vedere su grande schermo i suoi capolavori. Questa volta l’appuntamento è con le avventure (e le disavventure) del vagabondo Charlot in tre mediometraggi che lo vedono emigrante in rotta verso New York (The Immigrant, Stati Uniti 1917), cameriere-pattinatore (The rink, Stati Uniti 1916) e insolito poliziotto (Easy street, Stati Uniti 1917).

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La musica
«Credo che Charlie Chaplin più di tutti abbia lavorato per trovare il giusto connubio tra cinema e musica e, essendoci riuscito, ha creato poesia. Ha sempre insistito sul contrasto: spesso le scene comiche sono accompagnate da musiche struggenti e questa scelta è risultata poi essere vincente». Daniele Furlati, 44 anni e una vita passata al pianoforte, il primo approccio con Chaplin l’ha avuto negli anni Novanta e da allora è stato amore. «Venerdì sera non seguirò una partitura ma improvviserò e questo per me è ancora più stimolante. Sono uno “spettatore suonante” e mi lascerò trasportare dalle emozioni e dalle sensazioni del momento. Non è - afferma il pianista - obbligatorio suonare ogni secondo, si può anche scegliere di lasciare il silenzio come musica o come sottolineatura di una scena particolare. Musicare dal vivo un film significa partecipare alla proiezione insieme al pubblico e questo è un valore aggiunto che trasmette sensazioni sempre diverse». —

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