La Nuova Ferrara

Muti si fa in tre e torna al Ravenna Festival La Cherubini omaggia il violinista Ricci

Muti si fa in tre e torna al Ravenna Festival La Cherubini omaggia il violinista Ricci

Sul palco del teatro Alighieri l’orchestra giovanile e il violinista Wilfried Hedenborg che fu allievo del maestro americano

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Riccardo Muti torna sul podio di Ravenna Festival – la terza volta per questa edizione – cogliendo l’occasione di un tributo a un importante, seppure non tanto noto al grande pubblico, musicista: alla memoria del violinista americano (ma di origini italiane) Ruggiero Ricci, del quale ricorre quest’anno il centenario della nascita, è dedicato il concerto in programma al teatro Alighieri oggi alle 21. Riccardo Muti dirigerà l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini e il violinista dei Wiener Philharmoniker Wilfried Hedenborg, che di Ricci è stato allievo.

il violinista

Nato nel 1918, fino al 2012, anno della sua morte, Ruggiero Ricci è stato un punto di riferimento fondamentale per l’interpretazione violinistica, soprattutto per quella legata all’autore “principe” di questo strumento: Niccolò Paganini. È infatti proprio a Ruggiero Ricci – figlio di un italiano appassionato di musica approdato a inizio Novecento nelle miniere del nuovo mondo – che si deve la prima incisione dei Ventiquattro Capricci di Paganini nella loro veste originale nel 1947. Suona dall’età di sei anni e ne ha 10 quando per la prima volta si esibisce in pubblico, a San Francisco. In breve diviene leggenda: oltre 500 incisioni di autori classici come contemporanei che talvolta gli affidano le loro opere in prima esecuzione, come Alberto Ginastera di cui incide, diretto da Leonard Bernstein, il Concerto per violino e orchestra.

l’allievo e il maestro

Wilfried Hedenborg è stato uno degli ultimi allievi di Ricci e quindi sul palco questa sera oltre al talento si vedrà (e si sentirà) anche il “cuore”. Come il suo maestro, Hedenborg, nutre una particolare passione per la liuteria. Qui il musicista si esibisce su un nuovo violino del liutaio David Bagué costruito ricalcando proprio le caratteristiche di quel Guarnieri del Gesù appartenuto a Ruggiero Ricci e da lui tanto amato.

il programma

Nel programma della serata il fuoco paganiniano sarà preceduto dalla Sinfonia “Viaggio a Reims” di Gioachino Rossini: una pagina controversa perché legata, dal nome e dai temi di cui è intessuta, all’omonima opera andata in scena, per la verità con scarso successo, nel 1825 a Parigi al Théatre Italien in occasione dei festeggiamenti per l’incoronazione di Carlo X a re di Francia, ma in realtà non eseguita in quell’occasione.

Una preziosa “sinfonia in miniatura”, bipartita in Andantino-Allegretto alla maniera francese che – secondo la consuetudine all’autoimprestito di Rossini – appare condita anche di frammenti tematici provenienti da “Le siège de Corinthe” (dell’anno successivo) e della giovanile Cambiale di matrimonio. Per chiudere il concerto Riccardo Muti ha scelto una straordinaria pagina beethoveniana, la Sinfonia n. 7 in la maggiore op. 92, composta nel 1812 nel segno di un nuovo modo di concepire l’opera sinfonica: è il ritmo il suo materiale costitutivo, ognuno dei quattro movimenti è contraddistinto da una propria cellula ritmica, e non da un tema o da un motivo. –

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