La Nuova Ferrara

La dinastia della notte

Davide Bonesi
La dinastia della notte

I Piazzi hanno rivoluzionato il mondo delle discoteche, prima alla Rocca di Cona poi a Lido Spina Partì tutto con Franco che ideò il Topkapi e rilevò il Barracuda col fratello: ora ci sono i figli

5 MINUTI DI LETTURA







Nel mondo delle discoteche ferraresi ci sono dinastie di fratelli che dagli anni ’70 ad oggi hanno caratterizzato il mondo della notte. Un mondo della notte che è cambiato in maniera impressionante, ma al quale i protagonisti di questo ricordo si sono sempre adattati. Oggi i fratelli sono Stefano e Massimiliano Piazzi, gestori del Barracuda di Lido Spina. Ma dicendo Piazzi in questo settore, per chi ha qualche capello bianco in più il pensiero corre ad altri due fratelli, Franco e Luigi. La vera mente era Franco, che in questa foto d’epoca vediamo a destra, con lui da sinistra Romano Mussolini (figlio di Benito) ed Elmo Cecconi (imprenditore nella moda) in una serata organizzata ai Lidi.



Franco Piazzi, nato nel 1931, dal 1955 assieme alla famiglia gestiva il bar di Cona, che poco alla volta fu trasformato in sala da ballo con le prime orchestre e poi discoteca, diventando la Rocca. Franco era al fianco della famiglia, il papà (morto giovane), la madre, le sorelle e il più giovane fratello Luigi. «Franco era geometra - ricorda la moglie Nadia -, e il Rocchino fu proprio uno dei suoi primi progetti». Ma Franco, appassionato anche di cavalli (la famiglia ha tuttora un allevamento a Baura), vede nelle discoteche un mondo che si sta aprendo e la Rocca gli sta un po’ stretta.



Nel 1971 il grande salto imprenditoriale si chiama Topkapi. Dove c’era il nulla sulla Romea, a Lido Spina, assieme ad un amico progetta questa discoteca, più piccola di quelle che erano le previsioni iniziali (doveva essere sviluppata su due piani), ma comunque capace di ospitare oltre 4.000 persone nelle serate più belle. «Era il top, forse in Italia - dice ancora Nadia -, per la sua bellezza e per la sua proposta». In effetti, come già raccontammo l’anno scorso, al Topkapi si sono esibiti i più grandi cantanti italiani degli anni ’70 e ’80, oltre a due stelle internazionali come Charles Aznavour e Ray Charles. Come ci raccontò la scorsa estate Daniele Baglioni, storico direttore di sala del Topkapi, il locale di Spina faceva parte di un circuito con la Bussola in Versilia, il Covo di Nord Est di Santa Margherita Ligure e l’Altromondo di Rimini: i promoter si mettevano d’accordo per far passare le star più importanti solo in queste sale.



Nel 1978 l’inesauribile Franco rileva il Barracuda, piccolo locale in viale Raffaello a Lido Spina che attraversava un periodo difficile. Ebbene, Franco si sposta in pianta stabile al Barracuda, lasciando il fratello Luigi a gestire il Topkapi e in breve tempo anche la nuova sala ottiene un successo, continuato fino ad oggi con i figli di Franco.



Luigi era molto più giovane di Franco, nato nel ’48 era quasi un figlio per lui e infatti se lo portava ovunque. Se il più anziano dei fratelli era l’ideatore di tutto, Luigi stava alla cassa e lo seguiva in tutto, per “imparare il mestiere”. Ma già alla fine degli anni ’70, come detto, Franco spostandosi al Barracuda lasciò a Luigi il compito di gestire il Topkapi.



Sono passati decenni dalla morte di Franco Piazzi, la memoria orale perde ogni tanto qualche pezzo ma un paio di episodi vanno comunque ricordati. Il primo è relativo agli anni d’oro del Topkapi, quando i soldi guadagnati in una serata erano talmente tanti che venivano buttati in grandi sacchi dell’immondizia. Ebbene, leggenda dice che Franco la mattina successiva portò la macchina in carrozzeria per un intervento. Quando dopo alcuni giorni andò a ritirare l’auto, si era scordato di aver lasciato milioni in lire nel baule... Ma un altro ricordo simpatico è quello di Franco Bonfieni, storico dj ai Lidi, che ha lavorato anni per i Piazzi: «Franco era un tradizionale - ricorda -, diciamo che amava Bongusto (spesso ospite al Topkapi, ndr) e Modugno. Ma quella era l’estate di Margherita di Cocciante, tutti la volevano ma a lui non piaceva e mi impedì di metterla. Poi quando si trovò di fronte un cliente che la chiedeva, mi ordinò di farla ascoltare dandomi la colpa...».



Una famiglia sfortunata quella dei Piazzi. Prima il padre Amos morto attorno ai 50 anni, poi il 18 febbraio dell’83 fu la volta di Franco a 52 anni, pochi anni dopo toccò alla sorella Isotta a 61 anni, per chiudere con questa serie di gravi lutti il 5 gennaio del 2001, quando all’età di 53 anni morì Luigi, tutti sepolti a Codrea. «I funerali di Franco - ricorda Nadia - sembravano quelli di un capo di Stato: c’erano tantissime persone, personaggi del mondo dello spettacolo, tutte le autorità militari della provincia, amici e persone che lo avevano conosciuto. Codrea era troppo piccola per contenere tutte quelle persone... D’altronde, lavorava fianco a fianco con gli impresari più famosi del nostro Paese». E lo stesso bagno di folla si ripetè il 9 gennaio 2001 per il fratello Luigi, con tantissima gente riunitasi a Codrea.



«Il lavoro è stressante e questo mondo è cambiato tantissimo - dice ancora Nadia -; quando morì Franco ci riorganizzammo dividendoci la gestione dei locali, sempre in famiglia. Ma ad un certo punto ci trovammo che tutto non potevamo seguire, solo che era sempre più difficile trovare imprenditori nel mondo della notte e lo dimostrano i risultati ottenuti da chi ha preso in affitto prima e acquistato poi il Topkapi».

Da lì la decisione di gestire solo il Barracuda, che ora vede in consolle (non quella del dj) i fratelli Stefano e Massimiliano, che di fatto non hanno ricordi del loro padre, ma buon sangue non mente. «Sembra quasi un segno del destino, due fratelli gestivano prima, due fratelli gestiscono ora», chiude Nadia, che è sempre al fianco dei figli magari, come dice lei, tanto stressata ma con la stessa passione del marito. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google