La Nuova Ferrara

All’età di 88 anni è morto la scorsa notte nella sua casa di Roma il documentarista nato e cresciuto nella nostra città 

Nuovo lutto per il cinema storico nazionale Dopo l’amico Quilici se ne va anche Sani

Davide Bonesi
Nuovo lutto per il cinema storico nazionale Dopo l’amico Quilici se ne va anche Sani

un maestroAll’età di 88 anni (ne avrebbe compiuti 89 il 21 agosto), la scorsa notte nella sua casa a Roma è morto il regista e documentarista ferrarese Massimo Sani, cresciuto all’ombra di Antonioni...

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un maestro

All’età di 88 anni (ne avrebbe compiuti 89 il 21 agosto), la scorsa notte nella sua casa a Roma è morto il regista e documentarista ferrarese Massimo Sani, cresciuto all’ombra di Antonioni assieme ad altri “assi” del documentario come Quilici, Vancini, Pecora e Ragazzi, con i quali ha anche collaborato.

Sani, che dalla prima metà degli anni ’60 si era trasferito a Roma con la famiglia, era sempre rimasto legato alla sua città, tornando svariate volte per partecipare ad iniziative, venendo festeggiato per il traguardo degli 80 anni e donando tantissimo materiale all’archivio storico del Pci, che ha sede nell’Istituto di storia contemporanea, in vicolo Santo Spirito.

la carriera

Sani è stato regista e documentarista, ma anche giornalista per il settimanale Epoca e per i periodici Mondadori in Germania, che ha diretto per qualche tempo. Trasferitosi a Roma ha iniziato a lavorare alla rai, dove è rimasto fino alla pensione. Come autore della Rai ha prodotto molti documentari, specialmente incentrati sulla Seconda Guerra Mondiale, da “Italia in Guerra” a “Ieri la guerra, oggi la pace”, da “La guerra dimenticata” a “Prigionieri”. Ma i cortometraggi li aveva iniziati a realizzare già in giovane età a Ferrara, proprio assieme a Pecora e Ragazzi (“Oggi c’è mercato”, “Incontro sul fiume”, “Nozze d’argento”), per arrivare a “Quel dolce mappamondo”, dedicato alla salamina. In anni più recenti, sempre per la Rai, ha realizzato documentari e film inchiesta, ma anche sceneggiati come “La guerra al tavolo della pace”.

la passione cinema

Sani con gli amici e colleghi Renzo Ragazzi ed Ezio Pecora è stato uno dei fondatori del Cineclub Fedic (Federazione italiana cineclub) a Ferrara, nell’ottobre del 1953. Esperienza che ha visto poi nascere sezioni anche nel resto della provincia. Grazie all’esperienza di vita in Germania e agli studi sulla Seconda Guerra Mondiale, ha realizzato pure inchieste dedicate ad altri Paesi europei, come “Benelux” e “Granducato” sul Lussemburgo, “Esuli dall’Ungheria”, “Reno, fiume d’Europa” e “La giustizia tedesca di fronte al nazismo”, con cui nel 1964 vinse la medaglia d’oro al Premio nazionale inchiesta filmata.

una famiglia unita

Sposato con Antonia Baraldi, anch’essa ferrarese, la coppia è stata sempre al fianco della cultura della nostra città, anche se fisicamente lontano. La stessa Antonia, insegnante, ha partecipato a gruppi di lavoro a livello nazionale sulla Costituzione. La coppia ha avuto tre figli, Nicola, Valentino e Benedetto. I primi due hanno in parte seguito le orme del padre, tra musica e storia: Nicola è compositore, in passato direttore del Teatro Comunale di Bologna, ora dirige il Festival Chigiana di Siena; Valentino è l’unico rimasto legato a Ferrara, storico, musicista e musicologo con Pamela Volpi ha dato vita a Bel Composto, associazione che organizza guide all’ascolto e viaggi musicali sia a Ferrara che a Trieste.

la storia di ferrara

«Sani ha realizzato lavori che resteranno ad imperituro ricordo per la nostra città - dice Anna Quarzi, presidente dell’Istituto di storia contemporanea -; anche se abitava a Roma da una vita, appena lo si chiamava tornava con grande piacere. Con lui realizzammo “Lo schermo della storia”, il legame fra storia e cinema raccontato agli studenti con un piacere unico, perché credeva in questo tipo di insegnamento. E il materiale donato, il Fondo Massimo Sani, è un bene preziosissimo per Ferrara».

gli ultimi saluti

Negli ultimi mesi Sani aveva avuto dei problemi fisici, culminati nel ricovero in ospedale di domenica scorsa, da dove è stato dimesso con la consapevolezza che gli restavano pochi giorni da vivere. Domani dalle 10 alle 13 sarà allestita una camera ardente nella sala “Volonté” della Casa del Cinema a Roma, poi martedì alle 15.40 il funerale laico nella sala del commiato in Certosa, nella sua Ferrara. —

Davide Bonesi

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