La Nuova Ferrara

la mostra fuori porta 

Da Ferrara a Domodossola nel segno della metafisica

Da Ferrara a Domodossola nel segno della metafisica

De Chirico e De Pisis esposti a palazzo San Francesco con “La mente altrove” Con le loro opere i due artisti del Novecento fanno dialogare epoche diverse

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Guardare il mondo con occhi diversi senza soffermarsi a ciò che è tangibile e reale ma cercando di vedere più in là, oltre, guardando altrove. Era questa, forse, l’idea di partenza degli artisti “metafisici” che nelle loro opere, oltre a ritrarre un contesto, cercavano di metterci un’idea in più. Due simboli della corrente metafisica del Novecento sono senza dubbio De Chirico e De Pisis, entrambi legati a Ferrara. Alla città estense hanno dato tanto e da essa hanno preso. A parlare sono le loro opere. E sono proprio i loro quadri, i loro “mondi” i loro “discorsi metafisici” ad essere al centro della mostra che ha da poco inaugurato a Domodossola e che resterà visitabile fino al 31 ottobre. Non a caso l’allestimento si intitola “De Chirico De Pisis. La mente altrove”. La mostra, a cura di Antonio D’Amico, si compone di 35 opere provenienti da collezioni private italiane e estere, realizzate da Giorgio De Chirico (Volo 1888 – Roma 1978) e da Filippo De Pisis (Ferrara 1896 – Brugherio 1956).

la mostra

L’esposizione, è allestita all’interno della duecentesca chiesa museo di palazzo San Francesco che in una delle due cappelle sfocia in un’ambientazione metafisica, silenziosa, evocativa: una poltrona dipinta da De Pisis attende l’artista, là, dentro una stanza dove ogni cosa è immobile, dagli arredi provenienti dalle collezioni di palazzo Silva a Domodossola, genesi suggestiva per la creazione pittorica, alla visione di una natura morta che conquista la realtà e se ne appropria. In mostra le tele che raffigurano i temi consueti del repertorio dei due artisti, le nature morte, animate per De Pisis e inanimate in De Chirico, le vedute cittadine, in cui si scorgono a volte piccoli o grandi personaggi che vivono nel silenzio dello spazio, i ritratti in cui i due artisti comunicano una personalissima percezione del tempo. Completa la visione metafisica un capolavoro di Giorgio Morandi, la celebre “Natura morta” del 1942.

un tassello in più

La mostra di Domodossola aggiunge un significativo tassello inedito e propone un suggestivo dialogo tra le nature morte di De Chirico e De Pisis e quelle napoletane del Seicento di Giuseppe Recco e di Giovanni Battista Ruoppolo, opere che hanno ispirato De Pisis e non solo, tanto è vero che De Chirico in visita al Prado nel 1929 scrive alla sua Cornelia confessandole che “la vista della pittura antica, le opere dei geni passati mi ha di nuovo esaltato”.

la novità

Per la prima volta, infine, si potranno ammirare due nature morte di De Pisis contenenti ostriche, affiancate ad una grande natura morta con pesci, tra cui le ostriche, eseguita negli anni Trenta del Seicento da Giovanni Battista Ruoppolo, grande artista napoletano e maestro nel genere della natura morta di ispirazione caravaggesca.

tutte le informazioni

“De Chirico De Pisis. La mante altrove” (piazza Convenzione 11, Domodossola) è visitabile mercoledì e giovedì dalle 10 alle 14; venerdì e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19; sabato dalle 10 alle 14 e dalle 17 alle 21. Ingresso da 2 a 5 euro. Info e dettagli: 0324 4921. –

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