In viaggio con Marani tra letteratura e arte «Invidio il linguaggio universale dei pittori»
Mostra Cavallini Sgarbi, nuovo incontro oggi in Castello Lo scrittore: affascinato dalla storia di questa collezione
«Mi ha stupito vedere Elisabetta (Sgarbi, ndr) in versione “guida turistica”. Accompagna le persone alla scoperta della mostra con passione, affetto e trasporto. Ho notato in lei la foga e l’urgenza di raccontare la storia di questa collezione e delle opere che la compongono». Diego Marani, scrittore tresigallese che da anni vive e lavora a Bruxelles, oggi alle 16 sarà in Castello per partecipare, insieme a Marco Gulinelli, a “Un viaggio tra letteratura e arte”. L’evento è organizzato nell’ambito della mostra “Da Niccolò dell’Arca a Gaetano Previati” (visitabile ancora fino al 2 settembre), che ha portato nelle sale del castello oltre cento opere della collezione Cavallini Sgarbi.
L’appuntamento di oggi con gli scrittori non è il primo di questa rassegna organizzata da Elisabetta Sgarbi. Per le mura del Castello Estense sono già passati, tra gli altri, Ermanno Cavazzoni, Laura Morante, Michele Placido e oggi, appunto, sarà la volta di Diego Marani e Marco Gulinelli. I due autori, che per La nave di Teseo hanno pubblicato “Vita di Nullo” e “Il trapezista”, incontreranno i visitatori e proporranno loro la lettura di testi scritti appositamente per l’occasione. Con loro ci saranno anche Elisabetta Sgarbi e Eugenio Lio.
«Ho scritto appositamente per questo incontro il testo che leggerò - spiega Marani -. Conosco la casa di Ro, la famiglia Sgarbi, la passione per l’arte che da sempre la accompagna e conosco Elisabetta. Da tempo parlava di questo progetto che poi si è concretizzato. Marco (Gulinelli, ndr) non lo conosco personalmente anche se forse eravamo al liceo negli stessi anni; ho scoperto che entrambi condividiamo un interesse per la fotografia. Sarà stimolante dialogare e confrontarci tra scrittura e arte».
«A volte mi sono chiesto – continua Marani - perché invece di dedicarmi alla scrittura non mi sono dedicato alla pittura? Forse mi sarei divertito di più. Uno scrittore ha solo le sue parole, la sua lingua; un’artista è più libero, riesce a comunicare in maniera più trasversale. Tra la scrittura e la pittura vedo una parentela sì, ma con profonde differenze».
Marani quando torna a casa non può fare a meno di cercare la bellezza narcotica della pianura totale. Delle campagne in cui è cresciuto, in cui ha vissuto e in cui, a intermittenza, vive ancora. Il suo “Vita di Nullo” è ambientato proprio nel Basso Ferrarese e le radici della storia affondano profondamente in quelle terre. A primavera uscirà il nuovo romanzo. «Questa volta mi sono concentrato sui tormenti dell’uomo moderno e sulla perdita dell’identità. Sono argomenti universali che - conclude - ho scelto di ambientare nella campagna ferrarese perché resta il mio scenario preferito». —
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