La Nuova Ferrara

I tre pionieri dei Lidi

Claudia Roveri
I tre pionieri dei Lidi

Pomposa e Scacchi devono la loro nascita alle idee di Ballardini, Gallanti e Rocca Il primo diede vita al Consorzio obbligatorio con le cui quote furono fatte le prime decisive opere

5 MINUTI DI LETTURA





Da vigneto, sorto nel cuore del Bosco Eliceo, a località balneare di grido. La storia di Lido Pomposa e del “gemello” Lido Scacchi si intreccia con quella di personaggi come Riccardo Rocca (nella foto insieme a Raffaele Gallanti nel 1954), la figlia Fortunata Palmidina, deceduta la scorsa settimana a 92 anni, e del marito Giordano, autentici pionieri della costa comacchiese. E tra le figure che hanno lasciato un segno indelebile nella storia dei Lidi Pomposa e Scacchi, rimaste in ombra rispetto ad altre più conosciute, occupa un posto di primo piano Giovanni Ballardini, stroncato da un infarto a 75 anni, nel 1981.

gli inizi di ballardini

Imprenditore viti-vinicolo, proveniente da Lugo di Romagna, come altri operatori lungimiranti e creativi del suo tempo, Ballardini ha scoperto Lido Pomposa casualmente grazie ad un viaggio, innamorandosi e decidendo di stabilirvisi, per far crescere la località turistica, nata nel 1957. Alla fine degli anni ’60 i punti di riferimento erano il camping “Pomposa” e il ristorante “Rocca’S” di Riccardo Rocca (nonno di Gianfranco, Arnalda e Luigi Vitali) e il Park Gallanti. L’arrivo dei vip che all’epoca infiammavano i cuori dei giovani e affollavano le balere (Gianni Morandi, Celentano, Ranieri, Tony Dallara e tanti altri), fu un colpo di fortuna per una località balneare dove ancora erano vigneti ed estese pinete a dominare il panorama. All’inizio degli anni ’70 Ballardini approda a Lido Pomposa, con l’obiettivo «di mettere a frutto l’esperienza maturata da imprenditore – ricorda Gianluigi Ghirardelli, titolare del bagno Ischia e memoria storica di Lido Pomposa –, integrandola con investimenti utili per far crescere questo Lido».

la nascita del consorzio

Nel 1973 viene fondato il Consorzio obbligatorio lidi Pomposa e Scacchi, il quale assume a tutti gli effetti le prerogative di un ente pubblico, attraverso la piena legittimazione del Coreco (ex Comitato regionale di controllo) e del Comune di Comaccho. L’atto statutario prevedeva tuttavia lo scioglimento del consorzio nel ’99, ma dal ’74, quando Ballardini ne ha assunto la presidenza, sino alla sua chiusura, ha operato come una pubblica amministrazione, approvando delibere e realizzando progetti di pubblica utilità. Fino all’81, quando Ballardini è deceduto, i Lidi Pomposa e Scacchi hanno visto fiorire numerose opere pubbliche assolutamente necessarie: asfalti, impianti fognari, pubblica illuminazione, marciapiedi, arredo urbano. «Tra le opere più importanti realizzate sotto la presidenza di Ballardini – racconta Ghirardelli, all’epoca direttore tecnico del consorzio obbligatorio –, ricordo la centrale dell’acquedotto che si trova in zona ex-Fattoria, nel quartiere Parco del Sole a Lido Scacchi. All’epoca i condomìni erano dotati di cisterne per l’accumulo di acqua. Per potenziare la rete idrica Ballardini ha pensato ed è riuscito a mandare in porto il progetto della nuova centrale idrica. «Dall’Acciaioli sino al mare tutti i residenti e i proprietari di case per vacanze e di attività commerciali sottostavano al pagamento di una tassa obbligatoria, essendo il Consorzio stesso obbligatorio, destinata alla realizzazione di opere. Mi viene ancora il magone a pensare alla grandezza di Ballardini: era grande, non solo di statura, perché era quasi due metri, ma perché era pragmatico, brillante, capace, animato dalla volontà di fare cose buone e necessarie per far crescere il turismo nei due Lidi».

tanti servizi

Potature degli alberi, falcio erba, manutenzioni ordinarie e straordinarie, tutto era ad appannaggio del Consorzio obbligatorio, con lavori deliberati dal consiglio di amministrazione, in presenza di un segretario generale (come avviene negli enti pubblici locali) ed avvio dei cantieri in primavera. Tutti gli incassi derivati dalla tassa obbligatoria sono stati investiti in opere, perseguendo il principio del pareggio di bilancio. Durante la sua presidenza, Ballardini, a cui è dedicata l’omonima piazza di Lido Pomposa, partiva da Lugo, sua città natale, per recarsi nell’ufficio del consorzio, mentre in piena stagione affittava un appartamento estivo, come i turisti della zona. Sposato con Luisa Poggiali, Ballardini non ha avuto figli, ma in tutti coloro che lo hanno conosciuto e che hanno collaborato alla gestione del consorzio, ha lasciato un’eredità morale di straordinario spessore.

l’altro pioniere

La storia dei Lidi Pomposa e Scacchi attraversa gli anni del boom economico del Paese anche grazie a figure come Riccardo Rocca, tra i veri pionieri dei Lidi. La sua idea, rivelatasi geniale, è stata quella di trasformare una parte dei terreni sabbiosi coltivati a vite in una località balneare. Lido Pomposa nasce infatti nel ’57, due anni dopo sorge anche Lido Scacchi, mentre Porto Garibaldi e Lido Volano sin dagli anni ’20 erano divenuti punti di riferimento per le vacanze estive di coloro che potevano permetterselo e per le colonie al mare degli adolescenti.

che tris con gallanti

Un’altra figura di primissimo piano per Lido Pomposa è stata quella di Raffaele Gallanti che dall’ente Delta Padano riuscì ad ottenere, alla fine degli anni ’50, un terreno su cui fu poi edificato il Park Gallanti, inaugurato nel 1960. Insieme al camping “Pomposa”, edificato da Rocca su un ettaro, e al vicino hotel Bologna, un’altra struttura ricettiva ha contribuito al decollo di Lido Pomposa nei primissimi anni ’60: il villaggio Carrà. Orsa Maggiore è il nome del primo stabilimento balneare, al quale poi si è affiancato lo storico “Sagano” di Lido Scacchi, poi è sorto il Camping Florenz, che nel 2015 ha festeggiato i suoi primi 50 anni.

«I nomi di Lido Pomposa e Lido Scacchi – conclude Ghirardelli –, sono legati anche ad altri imprenditori, come i Contarini, i Giovannini, i Carrà, i Marvelli, personaggi leggendari, che hanno investito, ma che hanno saputo dimostrare spirito di sacrificio e voglia di far crescere le località di cui si erano innamorati». —

Claudia Roveri

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google