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«Perché il calcio ci salva» Pedrini racconta una vita di provincia

M.B.
«Perché il calcio ci salva» Pedrini racconta una vita di provincia

È sempre stato un velocista con le parole, Matteo Pedrini, brillante e diretto. “Forte e in mezzo” (La Carmelina) è la sua prima prova narrativa ed è scaturita da tre esigenze personali: raccontare...

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È sempre stato un velocista con le parole, Matteo Pedrini, brillante e diretto. “Forte e in mezzo” (La Carmelina) è la sua prima prova narrativa ed è scaturita da tre esigenze personali: raccontare la provincia emiliana, il calcio amatoriale e il rapporto affettivo tra una nonna e un nipote. Gianluca Stella, il protagonista, è il centravanti di una squadra scalcinata di paese. Stella di cognome, ma di fatto? Ciascuno cresce con potenzialità che non sempre riescono a realizzarsi, specie se il contesto è difficile.

«Crescere in un paese di provincia – esordisce l’autore – ti mette sulla schiena uno zaino di ghisa, già pesante in sé da portare. Uno zaino che ti rallenta il passo rispetto a chi è nato in un luogo più stimolante, che ti può schiacciare, ma che si può sfilare senza perdere le esperienze positive che contiene». Il campetto dietro casa diventa uno spazio protetto per fare comunità, per nutrire sogni e valori che superano la pratica sportiva. «Intendo sottolineare come il calcio giovanile possa aiutare bimbi di indole o di estrazione più problematica per superare la famosa linea d’ombra. Nonna Serena iscrive Gianluca contro il parere dei suoi, proprio perché riconosce nel calcio la riduzione in scala del mondo – conclude – e nella squadra quella della società». —

M.B.

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