A tavola nel podere
L’epoca pionieristica delle sagre del Ferrarese, allestite sulle aie e sui sagrati delle chiese Ma i volontari erano animati da grande passione e sono entrati anche nel Guinness
La famiglie arrivavano sulla vecchia 127 o sulla 500, per parcheggiare nel campo preparato proprio per il parcheggio. Erano gli albori delle sagre, che nell’Alto Ferrarese proprio in settembre avevano iniziato a far furore.
Erano gli anni Settanta, le sagre cominciavano a muovere i primi passi e la gente arrivava la sera, quando magari non c’era nemmeno lo stand, ma una struttura con coperture in lamiera – quando andava bene – e a preparare prelibati piatti erano nonne e mamme del paese.
Era l’epoca pionieristica, quando i volontari ogni volta, facevano nascere dal nulla uno stand con annessa cucina e servizi. Alla sagra si andava come se si andasse al bar del paese, per mangiare tutti insieme. Era il periodo delle sagre allestite nei poderi e sull’aia.
la festa nel podere
Così a Madonna Boschi – patria della sagra della Salamina da Sugo organizzata dalla Pro Loco - presieduta da don Andrea Frazzoli - per alcuni anni, arrivando fino al 1993, veniva organizzata la sagra della salama creando uno stand nel podere Caco. Gli sforzi erano tanti e la mancanza di una struttura fissa fece poi naufragare questo tentativo. Ma nonostante lo stop imprevisto, la sagra rinacque dalle sue ceneri, grazie ai giovani che avevano ereditato la passione e la competenza dei primi appassionati volontari. Così nel 1996 nasce la Pro Loco con il compito di organizzare la sagra della patrona Madonna dei Boschi e di rilanciare la salamina da sugo visto che, dalle notte dei tempi, in paese si tramandavano, nelle famiglie dei norcini, i segreti per fare questo prelibato insaccato. Bisognava però allestire uno stand che venne chiesto in prestito alla parrocchia di Poggio Renatico e, per far sedere i commensali, si ricorse alle sedie della chiesa e in parte chiedendo aiuto ad amici e conoscenti.
«Sembravamo – racconta Riccardo Ferraresi, segretario della Pro Loco – tanti frati cercatori sempre in giro per cercare di mettere insieme tutto quello che serve per installare uno stand gastronomico».
In questo modo si andò avanti per alcuni anni fino a che nel 2000, con il passaggio nel nuovo millennio, si decise di acquistare una tensostruttura che venne posizionata nell’area a fianco delle ex scuole elementari.
costruiti anche i tavoli
Tutti i volontari si misero anche all’opera per realizzare la pavimentazione, su cui venne posizionata la tensostruttura. «Grazie alla disponibilità dell’officina di Alfonso Tosi –, ricorda Cesare Bergamini vicepresidente della Pro Loco – i nostri volontari sono riusciti a costruire anche tutti i tavoli con i relativi cavalletti di supporto».
Vennero anche acquistate tutte le “batterie” della cucina ed anche le sedie. Di conseguenza la struttura era diventata fissa e non c’era più bisogno del lavoro necessario per installare, prima, lo stand e dopo per doverlo smontare.
I norcini di Madonna Boschi sono famosi per la qualità delle loro salamine da sugo e si decise anche di dare un’immagine al paese per far capire che era l’epicentro del prelibato insaccato. Alfonso Tosi e Vittorio Cardi realizzarono il monumento alla salamina da sugo, che si trova all’ingresso del paese, ed anche una mega salamina in vetroresina che troneggia nella piazza del paese. Lo scorso anno il monumento alla salamina si è classificato primo nel concorso-sfida, lanciato da Radio2.
E sono tanti i commensali famosi, nell’ambito dell’attività gastronomica, che si sono seduto sotto il Palasalamina, cosi si chiama ora la struttura, e tra questi Giovanni Rana e Francesco Amadori. Visto i suoi trascorsi spallini, e sapendo che ama gustare la salamina da sugo, quest’anno è stato mandato l’invito anche a Fabio Capello, il mister di calcio plurivittorioso con diverse squadre in Europa. Don Fabio ha risposto dicendo. «Grazie per la vostra generosità, tutte le prelibatezze vanno assaggiate nelle loro zone di origine. Spero di poterlo fare, al più presto, magari dopo una bella vittoria della nostra Spal».
dal “pinzin” al cappelletto
Lunga gavetta anche per e la sagra del Cappelletto di Vigarano Pieve, organizzata dalla Pro Civitate, che si svolge per la sagra dei patroni Pietro e Paolo. Gli inizi della manifestazione sono alla fine degli anni Cinquanta, puntando sui “pinzin”. Nelle serate della sagra il paese faceva registrare – come adesso d’altra parte – il tutto esaurito.
«Siamo partiti –, spiega Mauro Zanella – nel retro della chiesa installando uno stand e una cucina. Tutto preso a noleggio e con un lavoro immane che ci impegnava per mesi dovendo, in pratica, ogni volta “creare” la struttura per poi smontarla alla fine». Anche qui si decise di cominciare a pensare a una struttura fissa, Nel 2004 si asfaltò il piazzale dietro la chiesa poi, gradatamente, si acquistò lo stand, la cucina, le sedie e tutti i vari servizi. La sagra del Cappelletto vuol ricordare un prodotto tipo della zona e, nel contempo, far sapere che Vigarano Pieve è la patria “dal Pinzin tond”.
nel libro dei record
Le mitiche pinzinare Gabriella Villani, Lucia Andreotti, Oriele Cazzola e Giuliana Leonelli, hanno sfornato pinzin che sono stati assaggiati da generazioni. Ma l’orgoglio più grande è che a Vigarano Pieve è stato realizzato “al pinzin più grand dal mond” e risulta registarto nel Guinness dei primati. Era il giugno del 2002 quando i maestri panificatori Massimo Burriani e il compianto Bruno Bazzani hanno realizzato e cotto, davanti a circa duemila persone, un mega pinzin del diametro di due metri e 52 centimretri – e pesante 18 chili – che poi venne distribuito tra la folla. «La mega griglia e la padella –, rammenta Davide Gardenghi che ebbe l’idea del record –è stata realizzata dalle locali officine Poppi in puro acciaio alimentare. Altrimenti il nostro record non poteva finire nel Guinness». —
G.B.
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