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Improvvisazione come arte “I giorni dispari” di Rossi

Samuele Govoni
Improvvisazione come arte “I giorni dispari” di Rossi

Sabato alla sala Estense spettacolo benefico con il comico cresciuto a Ferrara «Durante la serata ci sarà una sorpresa speciale. E che bello la Spal in serie A»

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l’intervista

Samuele Govoni

Storie di vita, matrimoni, funerali, amori che cominciano o che finiscono, figli, nascite, incontri veri e surreali. Sono alcuni degli ingredienti di “Storie di giorni dispari”, spettacolo fatto di recitazione, musica e improvvisazione. Sul palco Paolo Rossi e Vincenzo Costantino, colleghi, amici e da qualche tempo anche vicini di casa. Con questa pièce i due saranno a Ferrara sabato alle 21 alla sala Estense (piazza Municipale), in una serata organizzata da Alice (Associazione per la lotta all'ictus cerebrale, sezione di Ferrara). Rossi, tra un treno da prendere e una replica, racconta alla Nuova una performance che riporta loro e il pubblico all'arte dell'improvvisazione: disciplina tanto fine e complicata, quanto geneticamente italiana.

Come e quando nasce “Storie di giorni dispari”?

«È nato tutto dal Cafè Bandini a Torino, un luogo in cui ci sono reading di poesie, concerti jazz, spettacoli di stand-up comedy e cose così. Sono tornato a lavorare - racconta - nei locali che per me sono sempre stati come una forma di palestra, luoghi di allenamento e nuove sfide; parte tutto da lì».

Un po' recital, un po' concerto. Come definirebbe lo spettacolo?

«È un recital pop, beat pop anzi. Si tratta di performance che solitamente si fanno appunto nei locali, non a teatro. Sono spettacoli particolari e alla fine, la maggior parte delle volte, il pubblico dice una cosa importante: “Sembrava di stare a teatro senza però essere a teatro”. Questo per me è molto bello, sia perché finito lo spettacolo puoi parlare e confrontarti con il pubblico, sia perché in questo modo puoi recitare lontano dai luoghi convenzionali e tradizionali».

Che cos'è l'improvvisazione per Paolo Rossi?

«Per spiegarla bene ci vorrebbe un corso di due anni e forse non basterebbe. Spesso la gente pensa che improvvisare sia una bizzarria di noi attori ma non dobbiamo dimenticarci che l'improvvisazione è insita nel nostro Dna, è scritta nel codice genetico mediterraneo. Ma anche questa segue regole precise, c'è bisogno di disciplina e ascolto. È come suonare su una partitura jazz: devi sapere quando puoi divagare ma devi poi sapere quando è il momento giusto per rientrare».

Quanto studio c'è dietro?

«Per quanto mi riguarda una vita: l'improvvisazione richiede un allenamento costante. Più che “provare” ci si deve allenare. Il concetto di replica così come per un testo teatrale non esiste, perché lo spettacolo cambia sempre. Si parte da una base e da lì si costruisce. Occorre molto allenamento per far sì che tutto funzioni».

In aprile tornerà a Ferrara, al Comunale, con “Il re anarchico”: che lavoro è?

«Non lo so nemmeno io, dovrei venirlo a vedere. Anche lì ci sarà molta improvvisazione e quindi è difficile dire ora cosa accadrà. Spesso le descrizioni dello spettacolo che si trovano sui siti dei teatri che l'hanno messo in calendario sono sbagliate o incomplete, perché lo spettacolo si costruisce strada facendo. Mancano ancora tanti mesi ed è presto per parlarne, probabilmente il pubblico vedrà qualcosa di diverso, anche da alcune recensioni che pare parlino di un'altra pièce».

Come sta andando “Storie di giorni dispari”?

«Sono le ultime repliche, per ora. Siamo felici perché lo spettacolo è stato accolto bene, tra me e Costantino c’è sintonia e quindi è stata una bella esperienza. Per Ferrara, in quanto Ferrara (Rossi vi ha vissuto a lungo, ndr), ci sarà una sorpresa ma non posso dire cosa. Un po' perché se lo dicessi non sarebbe più tale e un po' perché ancora non lo so».

A proposito di Ferrara, la sua passione per la Spal non è un mistero.

«Ho due squadre nel cuore: Inter e Spal. Rivederla in serie A è bellissimo, l'unica cosa che mi chiedo è perché non abbiano tenuto la maglia storica; mi piaceva molto di più. Per il resto sono felicissimo».

Info: ingresso 15 euro, prenotazioni: 370.3148428. —

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