Famigliari e amici riuniti al cinema Farnese per un omaggio a Sani
Nella notte fra il 20 e 21 luglio è morto nella sua casa di Roma il documentarista ferrarese Massimo Sani, per anni alla Rai, nonché legato ai vari Quilici, Vancini, Pecora, Pittorru e Ragazzi. L’Anac...
Nella notte fra il 20 e 21 luglio è morto nella sua casa di Roma il documentarista ferrarese Massimo Sani, per anni alla Rai, nonché legato ai vari Quilici, Vancini, Pecora, Pittorru e Ragazzi.
L’Anac (associazione nazionale autori cinematografici) e le “Giornate degli Autori” l’altra sera gli hanno reso omaggio, nell’ambito della ripresa veneziana di questa rassegna, della quale il regista ferrarese è stato tra i fondatori e membro del direttivo. La cerimonia si è tenuta al cinema Farnese di Roma, dove alla presenza della moglie, i tre figli, amici e colleghi del documentarista recentemente scomparso sono stati proiettati i film-inchiesta “Berlino 1937: arte al rogo» (testo e regia di Sani con la collaborazione di Helmut Dotterweich; edizione originale Bayerischer Rundfunk, III programma, 1965 /Edizione italiana Rai, II rete 1967) e “Willy Brandt in ginocchio a Varsavia” (marzo 1972, testo e regia di Sani con la collaborazione di Vittorio Brunelli per la rubrica “Quel giorno”, a cura di Arrigo Levi e Aldo Rizzo - Roma, Rai Uno). Preziose testimonianze del suo prolungato interesse per le vicende politiche e culturali del mondo tedesco, concretizzatosi il 4 febbraio 2015 nel conferimento della “Verdienstkreuz am Bande”, massima onoreficenza per meriti artistici della Germania. —
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