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Restaurata la stele per i caduti Il progetto parla ferrarese

Restaurata la stele per i caduti Il progetto parla ferrarese

Fu realizzata nel 1916 dalla brigata Emilia nel cimitero di Kamno in Slovenia Dopo anni di abbandono è stata sistemata: domenica la nuova inaugurazione

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Un ferrarese (Donato Bragatto) ha contribuito in maniera decisiva all’importante restauro di una stele monumentale che da oltre un secolo si trova in Slovenia. Un’opera realizzata dai soldati della brigata Emilia per ricordare i compagni caduti nel 1916, i cui corpi si trovano sepolti nel cimitero militare italiano di Kamno. E domenica mattina si terrà l’inaugurazione, a cui parteciperà una delegazione dell’associazione culturale di ricerche storiche cittadina Pico Cavalieri.

il progetto

Il restauro è iniziato due anni fa da parte di alcuni soci dell’Associazione Emilia Romagna al fronte e della Pico Cavalieri di Ferrara, in primis Giacomo Bollini e per l’appunto Bragatto. Si tratta di due realtà strettamente legate tra loro per i valori di condivisione, ricerca e conservazione della memoria storica della Grande Guerra. Il restauro è terminato alla fine di agosto. La stele monumentale, un’opera artistica in stile Liberty, si trova nel cimitero militare italiano di Kamno intitolato a Maurizio De Vito Piscicelli e versava da tempo in condizioni disperate. Si tratta di un vero e proprio “unicum” nel panorama dei monumenti della Prima Guerra Mondiale in Slovenia, come riconosciuto dalla stessa Soprintendenza alle belle arti di Nova Gorica. L’intervento di restauro conservativo è stato realizzato dalle restauratrici professioniste Elisa Melchiorri, Alice Musarò e Laura Lenzi, in stretta collaborazione con la Soprintendenza slovena, la quale ha approvato il progetto imponendo alcune soluzioni.

gli interventi

Il lavoro è stato realizzato in tre momenti, un primo a giugno 2017, dove la lapide è stata ripulita e messa in sicurezza per evitare la caduta di altri pezzi. I successivi interventi sono stati invece realizzati a inizio luglio e fine agosto scorsi. Il restauro è di tipo conservativo, come imposto dalla Soprintendenza slovena: in possesso di alcune foto originali datate anni ’30 e ’60, le restauratrici hanno potuto riproporre le volumetrie delle parti scolpite mancanti originali per dare a chi osserva la stele la lettura dell’opera originale. Il restauro è stato realizzato grazie ai fondi raccolti tramite la vendita del libro “L’Ora K” del bolognese Arnaldo Calori, un memoriale di guerra sul Carso, ripubblicato a cura del Comitato Memorie di Pietra della Grande Guerra, con l’approvazione della famiglia di Calori. ufficiale sul Carso, poi direttore della Casa Matha Piscatorum di Ravenna, importante partner per il progetto.

un eroe ferrarese

Dal libro è stato tratta anche una lettura teatrale a cura degli attori Luca Mauli, Lorenzo Giossi e Vittorio Tovoli,. Lo spettacolo è nato per ricordare la figura di Duilio Merli, medaglia d’oro al valor militare, nato a Coronella, soldato della compagnia di Calori, il quale fu promotore del riconoscimento al valore del suo giovane sottoposto, narrando l’episodio nel suo memoriale.

Il progetto di restauro ha visto anche importanti donazioni di privati, spesso portati dal ricordo di un lontano avo caduto in guerra. Tutti invitati domenica, alle 11.30, per l’inaugurazione della lapide davanti alle autorità slovene. Per ricordare tanti giovani morti durante il compimento del proprio dovere. —

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