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Luci e colori cambiano il volto del museo della Cattedrale

Margherita Goberti
Luci e colori cambiano il volto del museo della Cattedrale

Le sale riaprono dopo il restyling. Lanzerini: nel 1999 ci fu il cambio di sede Sassu: non solo fattore estetico, la luce sbagliata può danneggiare le opere

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Il museo della Cattedrale di Ferrara come non lo si è mai visto. Il nuovo volto della struttura, fresca di restyling, è stato presentato ieri dal sindaco Tiziano Tagliani, dagli assessori Aldo Modonesi, Massimo Maisto, da monsignor Danilo Bisarello, presidente del consiglio di gestione del museo, e da Giovanni Lenzerini direttore del museo. A cambiare rispetto a prima sono due cose su tutte: impianto di illuminazione e allestimento della sala dei Codici Miniati.

verso il centenario

«Sono due gli anniversari al centro di questo restyling – ha sottolineato Lenzerini –. A febbraio saranno novant’anni dalla creazione del museo della Cattedrale (realizzato nel 1929) e vent’anni dalla stipula della convenzione tra Comune di Ferrara ed il Capitolo della Cattedrale che avvenne nel dicembre 1999, quando il museo si spostò dal Duomo all’ex chiesa di San Romano».

Le date in questione però non appartengono solo al passato. Il 15, 22 e 29 ottobre, infatti, a palazzo Bonacossi si terranno tre importanti incontri dedicati a Jacopo della Quercia e alla “Madonna della melagrana” «una splendida scultura che si conserva sempre qui al museo a cui vorremmo trovare una migliore collocazione affinché i visitatori ne possano cogliere tutta la bellezza», specifica Lanzerini.

effetto luci

Prima degli interventi l’illuminazione a neon “fredda” e le pareti bianche, non davano giustizia alle sculture presenti nella struttura. Oggi invece la sala dei Codici Miniati si presenta completamente rinnovata; forte sia di un nuovo percorso che consente al visitatore di “immergersi nelle opere”, sia di un sistema di illuminazione composto da faretti a led e da una tinteggiatura grigia che contrasta piacevolmente con le opere. «Anche le luci delle teche – ha proseguito nell’illustrazione il conservatore del museo Giovanni Sassu – sono dosate in modo tale da consentire una lettura ed un apprezzamento ulteriore da parte dei visitatori che abbiamo già notato si soffermato più a lungo attratti dalla nuova immagine della sala».

non solo estetica

Non è solo una questione di apparenza. Le opere presenti all’interno del museo della Cattedrale necessitano di un certo tipo di illuminazione che ora, grazie al restyling, è finalmente garantito. «La luce sbagliata – ha concluso Sassu – può anche danneggiare questo importante patrimonio e quindi l’intervento andava fatto, non solo per migliorare la qualità della visita dei turisti, ma anche e soprattutto per conservare intatte le scritte ed i colori delle immagini. L’obiettivo è bilanciare le esigenze di conservazione con quelle di fruizione».

passato presente futuro

Oltre alle sculture molte delle quali provenienti da alcune chiese di Ferrara, vi sono dei disegni risalenti al Seicento e al Settecento relativi al completamento del campanile e poi ancora soprattutto libri corali miniati da Guglielmo Giraldi, Martino da Modena e dall’Argenta, le più alte testimonianze dell’Officina Ferrarese. A dicembre sulla piattaforma Google Arts&Culture verrà lanciato uno spazio appositamente dedicato al museo e il sito ufficiale sarà arricchito da un nuovo database. —

Margherita Goberti

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