La Nuova Ferrara

Con Internazionale Ferrara parla al mondo E la città ritorna a colorarsi di giallo

Fabio Terminali
Con Internazionale Ferrara parla al mondo E la città ritorna a colorarsi di giallo

Da domani via alla 12esima edizione: 215 ospiti da 44 Paesi Scrittori, artisti e il funambolo sospeso tra le torri del Castello 

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Dovremmo esserci abituati, però la sorpresa c’è sempre: centinaia e centinaia di libretti gialli – quelli del programma ufficiale – torneranno a passare di mano da domattina, il giorno dell’inaugurazione della 12ª edizione del festival di Internazionale. Fino a domenica, Ferrara verrà invasa da giornalisti, scrittori e artisti che portano con sé un bagaglio di storie, immagini e musiche provenienti da ogni luogo del mondo.

Nel logo c’è un mappamondo con coda di cavallo e stivali rossi che balla mano a mano con una sveglia. «Rappresenta un mondo in versione donna: dice che il tempo è scaduto, bisogna agire”, spiega Luisa Ciffolilli, direttrice della manifestazione, cui dà il bentornato il vicesindaco Massimo Maisto, “tutta la città si stringe attorno al festival: noi siamo sempre pronti ma è grazie ai contenuti della rivista che l’appuntamento si rinnova».



I temi sono all’insegna dell’impegno civile. Il rilancio del movimento femminista (quasi metà dei 215 ospiti, provenienti da 44 nazioni, sono donne), le guerre più o meno dimenticate, l’immigrazione. In piazza duomo da domattina fumettista Gipi leggerà i nomi delle oltre 34mila persone morte, dal 1993 a oggi, nel tentativo di raggiungere l’Europa. «Lo farà anche di notte, fino a che riuscirà: l’invito è fargli compagnia, non lasciatelo solo», dice la Ciffolilli. Parla di migranti anche il Premio Anna Politkovskaja (venerdì, Cinema Apollo, ore 10) assegnato al giornalista curdo iracheno Behrouz Boochani, che si trova rinchiuso nel centro di detenzione per migranti di Manus Island.

Spazio poi alla letteratura con il dialogo tra gli scrittori Hanif Kureishi e Zadie Smith (domenica, ore 14, Teatro Abbado), poi c’è il Premio Strega Paolo Giordano partecipa a un workshop già esaurito a Economia.

Il festival ha sempre avuto il suo versante spettacolare. La curiosità quest’anno è il funambolo Alex D’Emilia, che si esibirà in una passeggiata sul filo tra le torri del Castello Estense (sabato e domenica alle 16. 30). E poi ancora i cortometraggi Mondovisioni al Boldini, gli audiodocumentari Mondoascolti e la grande fotografia al Pac.



I numeri li dà Alice Bolognesi dell’Arci, la cui costola If è il cuore della macchina organizzativa: 23 location, curate da 85 responsabili di spazio retribuiti e 90 studenti di Roiti, Dosso Dossi, Ariosto, Carducci, Bachelet ed Einaudi; 112 incontri per 250 ore di programmazione; 16 interpreti mobilitati; 17 alberghi e 10 ristoranti coinvolti.

«La cultura ha molto a che fare con l’economia», sostiene Paolo Govoni, presidente della Camera di Commercio, che conferma il proprio sostegno al festival; mentre tornano a collaborare realtà come Commissione Europea, Università, Fondazione Teatro Comunale, Conservatorio Frescobaldi, Comune di Portomaggiore, Cgil e gli sponsor Fondazione Unipolis, Cso, Alce Nero, Cidas, Camelot.

Torna anche lo stand di Medici senza Frontiere in piazza Trento Trieste per presentare la campagna “Umani”. «Per il Comune è un grande onore ospitare Msf, dopo la terribile campagna mediatica cui sono state sottoposte le Ong», interviene Maisto.

Non resta che attendere, ora, che Ferrara si colori di nuovo di giallo. —



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