La Nuova Ferrara

politica vista dall’estero 

La crisi della sinistra con la spinta sovranista

Greta Coltorti Laura Fabbri Giulia Pirazzini

Il bipolarismo e la sinistra latitante. La relatrice Lucia Annunziata ieri al teatro Comunale ha descritto la nuova inquietudine della sinistra che ha perso il treno e non ha fatto nulla per...

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Il bipolarismo e la sinistra latitante. La relatrice Lucia Annunziata ieri al teatro Comunale ha descritto la nuova inquietudine della sinistra che ha perso il treno e non ha fatto nulla per coinvolgere gli ultimi vagoni della società». Ha ribadito come l’ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi sia stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso portando il partito sulla strada del distacco sentimentale tra la sinistra e gli ultimi del mondo.

Su quest’onda il giornalista tedesco Michael Braun ha rafforzato questa idea, sostenendo che si sono perse le radici identitarie del partito, dimenticando il contatto diretto con le persone ai margini della società. «La sinistra - ha spiegato - negli ultimi anni ha seguito le orme della globalizzazione preferendo gli affari e gli interessi personali ai sindacati e agli animi umani. L’unico modo per rialzarsi è ripartire da una sana critica del capitalismo».

Lo storico Broder, a sua volta, ha affermato che alla base della politica ci deve essere la formazione dell’individuo, al fine di indirizzarlo al ruolo del cittadino, coinvolgendolo all’interno della società.

Il giornalista croato Inoslav Bešker, nel suo intervento, si augura che la nuova sinistra possa essere fondata sulla produttività, sul bene comune e sugli ultimi, alleviandogli così il peso delle paure.

“Il sovranismo porta al fascismo? ”, è questo l’ultimo quesito messo in campo. Al centro del dibattito c’é il Ministro dell’Interno Matteo Salvini. Braun ha previsto un’egemonia leghista. La giornalista Anne Branbergen ha reputato questo momento inevitabile: il vice-premier è ora sentito come la voce del popolo e delle sue paure. Infine il giornalista tedesco ha evidenziato l’atteggiamento svalutante del Ministro nel confronti della Costituzione e dei Trattati Internazionali e la sua inclinazione verso una «democrazia autoritaria». –

Greta Coltorti

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