X Factor: Lodo Guenzi al posto di Aasia Argento
«Quello come giudice è l'unico provino che avrei potuto passare ad X Factor. A ventidue anni ho visto Morgan in tv rispondere a una ragazza che rifiutava un giudizio negativo sostenendo di saper...
«Quello come giudice è l'unico provino che avrei potuto passare ad X Factor. A ventidue anni ho visto Morgan in tv rispondere a una ragazza che rifiutava un giudizio negativo sostenendo di saper cantare. Lui rispose: vedi, tu canti meglio di Lou Reed... ma io preferisco Lui. Credo di essermi appassionato di musica in quel momento».
È Lodo Guenzi frontman de Lo Stato Sociale, il quarto giudice di X Factor 2018 talent show di Sky, che prende il posto di Asia Argento. Affiancherà Fedez, Mara Maionchi e Manuel Agnelli dal prossimo 25 ottobre per 8 settimane su Sky Uno nella fase Live al termine dei Bootcamp.
Il cantante, il cui nome circolava già da settimane, arriva così a occupare il posto lasciato vacante dall'attrice e regista travolta dall'affaire Jimmy Bennett, malgrado Asia - ospite di Massimo Giletti a Non è l'arena su La7 - aveva negato punto per punto le accuse che le erano state rivolte dal giovane attore e musicista statunitense, chiedendo di tornare in giuria al grido di: «L'Italia mi vuole», forte anche della mobilitazione dei fan e anche dei colleghi giurati, sui social.
Ma Sky non ha cambiato idea confermando la decisione, presa in accordo con la stessa Asia, di mandare in onda le puntate registrate e cambiare giudice nelle puntate in diretta. Commentando sui social il suo nuovo ruolo da giudice al talent targato Sky Lodo Guenzi scrive anche: «L'idea che ci siano tante strade per far arrivare la propria voce, bella o brutta, al cuore della gente mi fa sentire libero. X Factor è una strada molto veloce, molto pericolosa ma molto illuminata, attraversata da ragazzi che hanno grande talento e la P da neopatentati al vetro. Spero li aiuti avere accanto uno che alle autostrade ci è arrivato dopo provinciali, statali e sentieri sconosciuti. Che poi nella realtà io non ho la patente, ma mi piaceva la metafora. Da sempre la nostra vocazione è portare un'alterità nel sistema, non fare gli eremiti che parlano solo »a chi se lo merita». —
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