Amori e contraddizioni, la vita va "A testa in giù"
Il cartellone di prosa al teatro Nuovo si apre martedì alle 21. Solfrizzi si racconta
FERRARA. Pensieri e parole non vanno sempre di pari passo, anzi, quasi mai. Le cose non dette e le contraddizioni sono all’ordine del giorno e ritrovarsi a fare i conti con malintesi e disaccordi non è poi così difficile. Martedì alle 21 al teatro Nuovo di Ferrara arriva A testa in giù, commedia francese di Florian Zeller, tradotta da Giulia Serafini e diretta da Gioele Dix. In scena Paola Minaccioni e Emilio Solfrizzi ed è stato proprio lui, in vista della prima data della nuova stagione teatrale, a raccontare la pièce alla Nuova; un grande gioco di attori che svelano con la tecnica del doppio linguaggio una verità comica, crudele e meravigliosamente patetica.
Quando e perché avete deciso di portare in scena “A testa in giù”?
«Avevamo sentito parlare di questo spettacolo che stava riscuotendo un grande successo di pubblico e così, con il produttore, sono andato a Parigi a vederlo; ce ne siamo innamorati. È una commedia straordinaria e dopo aver conosciuto l’autore, una vera superstar in Francia, abbiamo deciso di mettere in scena lo spettacolo. A testa in giù è un bel gioco divertente in cui emerge il conflitto tra pensieri e parole, conflitto che a volte genera vere e proprie guerre interiori».
Perché secondo lei il pubblico si ritrova in questo spettacolo?
«Perché siamo quello che viene rappresentato. Siamo un fuoco di emozioni che brucia ardentemente. In questo spettacolo si parla di sentimenti, di storie e di rapporti di coppia. Il pubblico in sala è testimone dei pensieri dei personaggi che parlano in disparte, pensieri che sono quasi sempre il contrario di ciò che poi viene detto. Una situazione molto comune nella quale lo spettatore si ritrova facilmente».
A firmare la regia è Gioele Dix. Avevate già lavorato assieme?
«Io e Gioele (Dix, ndr) ci conosciamo da trent’anni e tra noi c’è una grande amicizia. Per un motivo o per l’altro non abbiamo mai lavorato insieme, anche se era una cosa che volevamo fare da tempo. È stato naturale per A testa in giù pensare a lui perché, oltre ad essere un bravissimo attore, ha anche un modo di lavorare che mi piace molto. In lui c’è proprio la voglia di arrivare al cuore del pubblico e sono felice che la regia di questo testo raffinato sia firmata da lui; lo stimo tanto».
Teatro, cinema e televisione. C’è un luogo in cui si sente più “a casa”?
«Penso che un attore debba sapere fare tutto. Io da qualche anno posso scegliere in base ai miei gusti, ed è un privilegio di cui sono felice. Scelgo i lavori in base a quello che mi piace e che mi affascina. In questo momento il teatro ricopre un ruolo importante nella mia vita, questo non significa che rinuncerei a lavori cinematografici e o televisivi. La discriminante rimane sempre l’interesse che nutro per un progetto piuttosto che per un altro. Attualmente ci sono delle idee ma parlarne sarebbe prematuro; aspettiamo ancora un po’».
Biglietti da 21 a 33 euro. Piazza Trento e Trieste. Info, dettagli: 0532. 1862055. —
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