Le parole dei giovani e l’influenza della tv
L’aula Magna dell’istituto “Bachelet”, nella mattinata di ieri, è stata cornice del dibattito “Quello che dicono i giovani”, del quale sono stati protagonisti otto studenti dei licei ferraresi. L’inco...
L’aula Magna dell’istituto “Bachelet”, nella mattinata di ieri, è stata cornice del dibattito “Quello che dicono i giovani”, del quale sono stati protagonisti otto studenti dei licei ferraresi. L’incontro è stato moderato da Fulvia Guazzone, fondatrice del FestivalDeiGiovani e di Myos, progetto che invita i ragazzi a mettersi in gioco, ideando sceneggiature per future Serie tv.
La Guazzone, insieme a Giovanni Lo Storto, direttore generale dell’università Luiss Guido Carli di Roma, partner ufficiale di Myos, rimarca l’importanza di ascoltare i giovani e di sviluppare i talenti. Al termine di questa introduzione ha avuto inizio il confronto vero e proprio a cui ha potuto partecipare anche la giovane platea. Serie TV, argomento attuale e alla portata di tutti: questo è stato il tema ampiamente sviscerato dagli studenti. Oggi sono sufficienti un tablet o uno smartphone per potersi godere la propria serie preferita, ma questo quanto influisce sulla nostra giornata e sulla nostra vita? I dati parlano chiaro, ormai sono diventate un fenomeno talmente diffuso e accessibile da influenzare il pensiero di molti, è il caso di Tredici, serie che ha riscosso un grandissimo successo tra giovani e non. La serie tratta uno dei temi più presenti: il bullismo. Secondo un sondaggio condotto negli Stati Uniti oltre il 75% dei ragazzi che hanno visto la serie afferma di aver assunto, in seguito, un atteggiamento più premuroso nei confronti dei compagni e a riflettere sono stati anche i genitori. Non tutti, però, hanno apprezzato il modo in cui sono stati sviluppati dai creatori questo tema delicato, prediligendo altri titoli. Ma una Serie tv deve per forza trasmettere un messaggio profondo come quello di Tredici? A tale proposito sono stati interrogati i giovani relatori: alcuni vedono la serie tv come un momento di evasione dalla vita quotidiana e non amano, per questo, riconoscersi nei personaggi e nelle loro azioni, per altri, invece, è fondamentale vedere se stessi negli episodi, affezionandosi così ai protagonisti. —
Maria Guandalini
Federico Izzi
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