La Nuova Ferrara

cortile del castello  

Se amore e famiglia fanno tremare i boss della mafia

Samuele Govoni
Se amore e famiglia fanno tremare i boss della mafia

Dall’Italia al Messico l’impegno delle donne contro il crimine Varese: «I sentimenti possono compromettere il potere»

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«Finché lo Stato non si porrà come vera alternativa, la criminalità organizzata non si sconfiggerà mai». Federico Varese, criminologo ferrarese e docente all’università di Oxford, oggi alle 14.30 sarà nel cortile del Castello per parlare di mafia nell’ambito di “Legalità, femminile singolare”. Nel corso dell’incontro ci si concentrerà sull’impegno delle donne contro il crimine organizzato.

Oltre a Varese interverranno Anabel Hernàndez, giornalista messicana e Valentina Fiore, del consorzio Libera Terra Mediterraneo; introduce e modera Marisa Parmigiani di Fondazione Unipolis. «Nel mio intervento parlerò del ruolo delle donne nelle mafie tradizionali. La cosa interessante è che da queste organizzazioni le donne, non potendo partecipare al rito di iniziazione, sono escluse a priori. Penso che, nonostante la trasformazione della società e delle organizzazioni, resti un fattore corrosivo legato all’amore».

Poi spiega: «La libertà di amare- spiega Varese - è vista come una minaccia, un pericolo per la stabilità del potere mafioso. Questo non significa che le donne non ricoprano un ruolo all’interno delle organizzazioni, ma il loro potere è limitato proprio perché potrebbero scardinare l’ordine mafioso». Non solo le donne hanno la capacità di far tremare i poteri criminali attraverso i sentimenti, ma sono anche in prima linea, dall’Italia al Messico, per contrastarli.

«I primi casi di denuncia da parte delle donne risalgono agli anni Settanta e sono sempre di più quelle che scelgono di schierarsi contro la mafia. Se il marito - per esempio - è un affiliato, fanno il tutto per tutto affinché i figli restino fuori da quel mondo. Questo succede sia in Italia sia all’estero. Sinceramente - conclude - penso che il grande futuro della lotta alla mafia risieda nella famiglia; quella vera». —



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