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La pirateria digitale che ruba i dati sensibili Come cambia l’hacker

Federico Izzi Maria Guandalini
La pirateria digitale che ruba i dati sensibili Come cambia l’hacker

Confronto con gli esperti per contrastare i cyber-reati Il consiglio è la moderazione nell’usare la tecnologia

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“Terrorismo, attacchi hacker e pirateria digitale”, questo è stato il tema dell’incontro tenutosi ieri a Palazzo Roverella. Alessandra Belardini, membro della polizia postale, Francesca Bosco, del centre for cybersecurity, Tim Stevens, professore del King’s college di Londra e Federico Varese, insegnante di criminologia ad Oxford con la mediazione di Pierfrancesco Romano hanno spiegato al pubblico rischi e pericoli della rete. Internet, come dice Francesca Bosco, è un “ecosistema nuovo” del quale non siamo in grado di comprendere i pericoli.

Il furto dei dati

Il timore più diffuso tra gli utenti è certamente il furto dei propri dati a scopo di lucro, oggetto primo delle ricerche dei cyber-criminali. Secondo Stevens la paura deriva dalla mancanza di certezze: nessuno conosce completamente la rete, né può controllarla. È il deleterio connubio tra cyber-criminalità e criminalità organizzata tradizionale che rende così pericoloso il mondo digitale, dice Varese, infatti il problema non si limita più soltanto al web, ma esistono luoghi fisici in cui si concentra l’attività dei cyber-criminali. Ma chi c’è dietro a tutto questo?

Il ruolo dell’hacker

Ormai la figura dell’hacker è cambiata: chiunque può accedere a dati sensibili di enti pubblici o personali tramite software disponibili nel darkweb. Questo non si limita a singoli individui o piccole organizzazioni, ma è esteso addirittura a interi Stati, che usano espedienti non del tutto legali per influenzare i cittadini, sovvertire l’ordine sociale o controllare le elezioni politiche. Alessandra Belardini mette in luce la difficoltà della polizia postale nell’identificare le vittime dei cyber-reati, i luoghi incriminati, e la provenienza del materiale. La tracciabilità spesso è impedita da sofisticati sistemi utilizzati per criptare le informazioni immesse in rete e dalle diverse legislazioni degli Stati. La parola chiave è “moderazione”: la tecnologia deve essere usata solo dopo un’attenta riflessione. –









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