Alphonse Mucha Eleganza e arte in mostra a palazzo Pallavicini
Palazzo Pallavicini, nel cuore dell’antica Bologna, è un’elegante dimora settecentesca, che pone le sue fondamenta in epoca umanistico–rinascimentale. Oggi il palazzo, “risorto” da circa un anno...
Palazzo Pallavicini, nel cuore dell’antica Bologna, è un’elegante dimora settecentesca, che pone le sue fondamenta in epoca umanistico–rinascimentale. Oggi il palazzo, “risorto” da circa un anno grazie ad un importante restauro, è sede di esposizioni museali di rilievo come quella che aprì a settembre 2017 dedicata a Milo Manara e la successiva dedicata a Vivian maier. E proprio in questi giorni ha aperto i battenti una nuova mostra dedicata ad un artista che mancava da molti anni dalla scena culturale italiana, Alphonse Mucha, pittore, scultore, grafico e cartellonista.
la mostra
La retrospettiva offre uno sguardo a 360° su uno dei più grandi ed intelligenti artisti appartenenti alla corrente dell’Art Nouveau – il cosiddetto Liberty in Inghilterra, lo Stile floreale in Italia e lo Jugendstil in Austria. Agli occhi del visivo fruitore più di 80 opere scelte tra le più conosciute del ceco Mucha, ma di esse almeno trenta son esposte per la prima volta in Italia. È uno sguardo a tutto tondo davvero inedito sull’attività di un artista che realizzò capolavori utilizzando il suo estro anche in applicazioni considerate forse inferiori, le cosiddette Arti Applicate, le Handcraft, e l’Art Nouveau ne è il penultimo esempio, se si considera poi il Futurismo. Addirittura si dedicò alle suppellettili, alle confezioni di lancio per profumi, per biscotti raffinati ed, in special modo, alla cartellonistica, dapprima teatrale poi decisamente pubblicitaria, manifestando una vocazione imprenditoriale antesignana che unita alla cultura, all’eleganza, al gusto per la raffinata bellezza diedero frutti meravigliosi ed insperati al loro artefice. Amante della fotografia, ne “anticipò” l’uso anche a fini utilitaristici per le sue variegate forme d’arte. La mostra è curata da Tomoko Sato, studiosa di storia dell’arte e dell’architettura e dal 2007 è curatrice della Mucha Foundation. È organizzata da Chiara Campagnoli, Rubens Fogacci e Deborah Petroni della Pallavicini srl in collaborazione con la stessa Mucha Foundation.
il protagonista
Mucha (1860-1939) fu uno dei più celebrati ed influenti artisti della Parigi fin-de-siècle, dove aveva trovato fortuna, conosciuto ai più per le sue grafiche, come i cartelloni teatrali realizzati per l’attrice – mito Sarah Bernhardt e le sue immagini pubblicitarie con donne eleganti ed attraenti. Creò un suo stile ben definito – le style Mucha – caratterizzato da composizioni armoniose, forme sinuose, riferimenti alla natura e colori pacati, che divenne sinonimo dell’emergente stile decorativo del periodo, appunto l’Art Nouveau. Mostra aperta da giovedì a domenica, dalle 11 alle 20 fino al 20 gennaio. Per info e dettagli: 331.3471504. —
M. C. N.
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