La Nuova Ferrara

l'intervista

E' sempre "Luca lo stesso". «Mi metto in gioco proprio come agli inizi»

Samuele Govoni
Luca Carboni (foto Lapresse)
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Luca Carboni (foto Lapresse)

Parte domani (venerdì 12 ottobre) dal Vox di Nonantola lo "Sputnik Tour" di Carboni. Tredici date nei club italiani, tra cui Cesena, Bologna e Padova

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FERRARA. Luca Carboni è una regola, proprio come lo sono Bologna, Riccione, il mare e le fragole (quelle buone buone). E se è vero che, come cantava proprio lui a inizio anni Novanta, «ci vuole un fisico bestiale per resistere agli urti della vita», è anche vero che «ci vuole un fisico speciale» per riuscire ancora, dopo trent’anni, a fare centro con le proprie canzoni.

E Carboni quel fisico ce l’ha e ne ha dato prova a più riprese in tutto questo tempo. Domani (12 ottobre) dal Vox Club di Nonantola partirà lo Sputnik tour: tredici concerti in giro per l’Italia (sabato a Cesena, martedì a Bologna e giovedì a Padova) per un viaggio tra i brani del nuovo disco ma anche nella lunga carriera di un artista i cui primi successi risalgono agli anni ’80. A poche ore dalla partenza del tour, Carboni, racconta questa nuova dimensione sonora con un unico punto fermo: l’importante è guardare al futuro. Sempre.

“Pop-up” e “Sputnik” hanno in qualche modo segnato un cambio di rotta nella sua carriera. Come è arrivata questa svolta?

«In realtà questi due album sono il proseguimento di un viaggio cominciato negli anni Ottanta perché, citando proprio una mia canzone, sono sempre Luca lo stesso. È davvero così. La voglia di fare musica e di mettermi in gioco è la stessa degli inizi».

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Oltre al sound cambia anche la dimensione visiva dello show?

«Per i suoni ho voluto una situazione molto elettronica, figlia del nuovo album e il concept visivo parte proprio dalla copertina di Sputnik. Quello che si vedrà sul palco sarà un vero racconto che parte dagli anni Cinquanta e arriva fino ad oggi».

Per questo tour ha scelto i club, una dimensione dunque più “intima”, perché?

«I club sono i luoghi dove ho incontrato la nuova musica degli ultimi anni, i nuovi artisti ed è una dimensione perfetta per questo progetto live. Ci tengo però a precisare che le venue sono sì raccolte, ma abbiamo una grande produzione sia per la parte sonora sia per quella visual».

Senza svelare troppo, nel concerto ci sarà spazio solo per le nuove hit o anche per i grandi classici?

«Abbiamo costruito una scaletta che non tralascia i brani della mia carriera. Ci saranno i pezzi di Pop-up e Sputnik ma anche delle belle sorprese tra cui qualche canzone b-side della mia storia».

Come si sente oggi?

«Guardo al presente e mi rivolgo al futuro senza soffermarmi su quello che è stato. Le nostalgie passatiste non mi appartengono».

“Io non voglio” l’ha scritta insieme a Calcutta e prima c’è stato il pezzo con Paradiso e il feat con Lo Stato Sociale. Come vede la scena musicale in Italia?

«Molto bene e ne sono felice. È sicuramente positivo avere una nuova scena così ricca e interessante». —

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